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Immunologo svedese: “Non da escludere terza, quarta, quinta dose o anche oltre, contro il Covid”

© REUTERS / DADO RUVICFiale con vaccini anti-COVID Pfizer ed AstraZeneca
Fiale con vaccini anti-COVID Pfizer ed AstraZeneca - Sputnik Italia, 1920, 06.08.2021
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Mentre il governo svedese sta preparando vaccini di richiamo contro il Covid per fascia di popolazione, compresi i gruppi a rischio, il ricercatore immunologo Matti Sällberg, professore e analista biomedico presso il Karolinska Institute, ha azzardato che potrebbero rendersi necessarie ulteriori dosi.
Secondo il professore del Karolinska Institute e presidente del consiglio di amministrazione della società di vaccini SVF Matti Sällberg, "non è affatto improbabile ritrovarsi in una situazione in cui si dovranno somministrare inoculi di richiamo ricorrenti".
"Non sappiamo per quanto tempo il vaccino protegga dalla malattia in forma grave. Questo significa che si dovrà scegliere la soluzione più sicura rispetto a quella più a rischio”, ha detto Sällberg al quotidiano Aftonbladet.
Secondo lo specialista, l'annuncio della terza dose da parte dell'Agenzia svedese per la sanità pubblica, già questo autunno per i gruppi a rischio, compresi gli anziani e le persone con un sistema immunitario compromesso, non sarebbe stata affatto una sorpresa.
"Ce lo aspettavamo. Sappiamo che il virus non scomparirà e l'Agenzia svedese per la sanità pubblica aveva già segnalato una terza dose per i gruppi a rischio", ha detto Matti Sällberg, definendo tali preparativi "estremamente ragionevoli".
"Dopo aver ricevuto la seconda dose, la risposta immunitaria diminuisce lentamente. Entro un anno, molti potrebbero aver perso la loro protezione. Non lo sappiamo ancora, ma sappiamo che se prendi una terza dose la protezione torna sicuramente ad aumentare", ha riflettuto. "La biologia dice che una risposta immunitaria evanescente non è improbabile. Allora sarà il momento di una terza, quarta, forse quinta dose".
Per Sällberg, "non è affatto improbabile che si possa finire in una situazione in cui si debba ricorrere a richiami ricorrenti".
Attualmente esistono solo studi molto limitati sull'effetto di una dose di richiamo. Ma gli studi esistenti indicano ancora una risposta immunitaria più forte, secondo Sällberg, senza alcuna indicazione di un aumento del rischio di effetti collaterali.
"Al contrario. Gli studi sul vaccino AstraZeneca hanno mostrato che il rischio di coaguli di sangue era maggiore alla prima dose. Quindi chi ha ricevuto una dose, e tutto è andato bene, non ha motivo di preoccuparsi", ha detto.
Matti Sällberg è il fondatore e presidente del consiglio di amministrazione della società di vaccini Svenska Vaccinfabriken (SVF).
Al momento, non è chiaro quanto sarà consistente la dose di ‘ricarica’ e quando verrà somministrata. Ciò dipenderà, tra le altre cose, dai nuovi ceppi virali e dalla protezione dei vaccini nel tempo, ha affermato l'Agenzia svedese per la sanità pubblica in un comunicato stampa.
"La valutazione è che non è possibile sradicare il virus, e quindi il lavoro di vaccinazione dovrebbe essere a lungo termine e focalizzato sulla riduzione di malattie gravi e morte", ha affermato l'epidemiologo di stato Anders Tegnell.
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