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Pasca (SILB): “Si balla dappertutto, tranne nelle discoteche. Il governo ha pregiudizi verso di noi”

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Persone che fanno festa sotto la luce della discoteca - Sputnik Italia, 1920, 05.08.2021
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Dal 6 agosto il Green Pass sarà obbligatorio per accedere a: palestre e piscine; cinema, musei e teatri; centri termali e centri benessere; fiere, convegni e congressi; sagre; parchi tematici e parchi divertimento; sale giochi e sale scommesse; concorsi pubblici; spettacoli all'aperto; stadi. Mentre le discoteche rimarranno ancora chiuse.
Perché i locali da ballo sono esclusi dal Green Pass? Come sopravvive un’azienda chiusa da 18 mesi? Per fare il punto della situazione Sputnik Italia ha raggiunto Maurizio Pasca, Presidente del SILB – il sindacato italiano dei locali da ballo, la più importante associazione italiana di categoria che raduna il 90% delle imprese del comparto.
— Dott. Pasca, qual è stata la vostra reazione alla decisione del governo di mantenere chiuse le discoteche che, nonostante la variante Delta, sono aperti in molti Paesi europei? E come stanno vivendo questa situazione i locali da ballo che fanno parte della vostra associazione?
— Siamo chiusi ininterrottamente da 18 mesi, dal 23 febbraio dell'anno scorso, tranne una piccola parentesi estiva del 2020, quando hanno potuto riaprire solo il 10% delle discoteche italiane per un periodo limitato. Il 17 agosto siamo stati chiusi definitivamente con l’ordinanza firmata dal Ministro della Salute Speranza.
È un settore che è giunto al collasso – il 30% delle attività hanno oramai chiuso definitivamente e molto probabilmente anche quelle che ancora galleggiano faranno la stessa cosa...
Discoteca - Sputnik Italia, 1920, 23.07.2021
Discoteche chiuse, la rabbia di chi in discoteca ci lavora: illusi e ignorati dal governo
E in termini occupazionali quali sono i numeri?
— Le persone che lavorano nel nostro settore sono 100 mila– dj, organizzatori, vocalist, barman, persone che si occupano della sicurezza – da 18 mesi non percepiscono lo stipendio e non hanno avuto l'accesso nemmeno agli ammortizzatori sociali. E dietro ogni lavoratore ci sono anche le famiglie…
Un mese fa il CTS (Comitato tecnico scientifico) dava l’ok alla riapertura delle discoteche con l'applicazione del Green Pass. Perché, a Suo avviso, è stato fatto un passo indietro?
— Già in aprile abbiamo presentato, sia al CTS, che al Ministero della Salute, i protocolli sulla sicurezza sanitaria per garantire la riapertura dei nostri locali con il Green Pass. Però evidentemente c’è una scelta strettamente politica che non vuole farci riaprire. In Italia c’è una certa ideologia nei confronti del settore dell’intrattenimento.
Oltre ai danni che stiamo subendo c’è una beffa perché si balla dappertutto, tranne nei locali nati per ballare. Ecco perché abbiamo chiesto il verbale del CTS, vogliamo leggere con attenzione le motivazioni e le posizioni degli esperti del Comitato a sostegno della riapertura e vogliamo capire perché, nonostante questo parere favorevole, il governo nella persona del Presidente del Consiglio Draghi a distanza di un mese si ostini a tenere chiuse le nostre attività. Il parere del CTS è stato considerato “Vangelo” fino a questo momento. Nel nostro caso, invece, il governo ha deciso di ignorarlo, dimostrandosi più rigido che mai. Abbiamo diritto di sapere se ci sono basi scientifiche a supporto di questa decisione o se si tratta, come appare, di una scelta unilaterale e immotivata.
Vuol dire che il governo ha dei pregiudizi verso di voi?
— Assolutamente sì. Quando mi confronto con i colleghi di altri Paesi, vedo che c’è molta attenzione nei confronti delle discoteche – in Spagna, Gran Bretagna, Germania e nella stessa Francia. E invece in Italia purtroppo ci sono ancora dei pregiudizi nei confronti delle discoteche. Non sono ben viste…
— All'interno del decreto-Covid approvato il 22 luglio dal Consiglio dei ministri e ribadito anche dal premier Draghi, è stato istituito un “fondo per i ristori alle sale da ballo”. Con questi fondi si possono arginare i danni che la vostra categoria sta affrontando in questo momento?
I ristori finora avuti per il settore da me rappresentato sono soltanto briccole. Una discoteca in Italia mediamente paga 150-200 mila euro di affitto all’anno. Finora i ristori che abbiamo ricevuto sono 5 mila euro al massimo.
Se prendiamo i 20 milioni di euro, che vuole questa volta mettere a disposizione il governo, e li dividiamo per 3mila locali da ballo, vedremo che alla fine a una discoteca spettano solo 3-4 mila euro. Io mi domando: il governo sa quanto hanno perso queste attività nei 18 mesi di chiusura? Essendo un economista, il premier Draghi ci deve spiegare come un'azienda chiusa per un decreto e non per l`inefficienza del gestore farà a sopravvivere?
— Pensate di contestare la vostra posizione e fare, per esempio, un ricorso?
— Intanto stiamo aspettando che il CTS ci presenti il verbale del 25 giugno. E dopo, tramite i nostri legali punteremo all’indennizzo dei danni subito in 18 mesi.
— A breve inizierà la vaccinazione degli adolescenti. Secondo Lei, dopo il completamento della campagna, il governo finalmente darà luce verde anche a voi?
Ce lo auguriamo. Voglio anche farle presente che noi abbiamo proposto di far diventare le discoteche hub vaccinali. Due locali da ballo hanno già adottato questa iniziativa. Inoltre, volevano diventare promotori della vaccinazione per i giovani però, come ho già detto, il governo ci ha completamente ignorati…
L'opinione dell'autore potrebbe non coincidere con la posizione della redazione.
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