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Non vaccinabili e green pass, saranno esentati? Loro non sono no-vax

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Centro Vax&Go all'aeroporto di Fiumicino - Sputnik Italia, 1920, 05.08.2021
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E poi nella galassia di situazioni che si stanno verificando da quando è stato introdotto il green pass, ricadono anche quelle delle persone che sono non vaccinabili.
I non vaccinabili non sono no-vax, precisa l’Osservatorio malattie rare (Omar), essi sono coloro i quali hanno “avuto un problema di salute tra la prima e la seconda dose, come una reazione allergica alle componenti del vaccino stesso, di chi ha avuto un parere negativo dal proprio medico a causa di patologie pregresse ma anche, e soprattutto, di tutti quei malati rari e cronici che, per via della loro patologia, non hanno la possibilità di accedere alla vaccinazione”.
Che cosa si prospetta per queste persone? Loro che possono fare “affidamento soltanto sull’immunità di gregge, al momento non hanno modo di richiedere l’ormai famosa certificazione verde – il green pass - che consentirebbe un maggior ritorno alla mobilità e alla normalità. Secondo la normativa attuale non potrebbero accedere in diversi luoghi al chiuso: piscine, palestre, ristoranti, bar, teatri, cinema”.
In realtà potrebbero ricevere il green pass, perché una delle modalità per riceverlo è sottoporsi al tampone prima di accedere all’attività al chiuso.
Ma a parte i costi di un tampone che per ora restano alti, che vita è quella di chi prima di entrare in un ristorante deve sottoporsi a tampone molecolare e attendere 24 ore per ricevere l’esito, e solo a questo punto recarsi al ristorante?

Per ora l’Osservatorio non può fare altro che attendere a braccia conserte che il Cts si riunisca oggi, 5 agosto, data in cui dovrebbe definire anche i criteri di certificazione alternativa per i non vaccinabili.

La certificazione digitale alternativa

L’Osservatorio spera che venga rilasciata quanto prima una certificazione digitale alternativa, in assenza della quale possono essere utilizzate quelle rilasciate in formato cartaceo dalle autorità sanitarie.
“Mancano tuttavia, a oggi, – si fa notare – indicazioni operative su chi siano i clinici a cui è demandato il compito di rilasciare questa certificazione: forse i medici di medicina generale? Forse lo specialista di patologia? Il Ministero non precisa nulla e tra i pazienti c’è grande smarrimento”.
Forse gli verrà detto qualcosa meno di 24 ore prima che entri in vigore il green pass, venerdì 6 agosto.
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