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L’Italia recepisce la norma Ue sul diritto d’autore. Google e i Big Tech paghino gli editori

Google Neon - Sputnik Italia, 1920, 05.08.2021
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Oggi in Cdm il decreto legislativo che stabilisce l’equo compenso per i contenuti pubblicati in rete dai motori di ricerca.
Oggi arriva in Consiglio dei ministri il decreto legislativo che recepisce nell’ordinamento italiano la direttiva dell’Ue sul diritto d’autore, la 790 del 2019.
Il dl prevede come cardine il pagamento di “un equo compenso” per i contenuti pubblicati dai motori di ricerca e che sono di proprietà altrui, anche di testate giornalistiche.
Una norma che pone un freno alle violazioni del copyright attuate senza compensare economicamente gli editori per la riproduzione dei loro prodotti.

Accordo su quasi tutti i punti

Nella riunione informale che si è svolta prima dell’approdo del decreto in Cdm è stata trovata un’intesa sulla quasi totalità del testo presentato dal ministro della Cultura Dario Franceschini.
Restano dubbi sul tema degli “estratti molto brevi”, cioè le sintesi degli articoli entro le 150 battute.
Intanto, dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo, entro 60 giorni l’AgCom, l’Autorità per le comunicazioni, dovrà definire i criteri per stabilire “l’equo compenso”: verranno tenute in considerazione i click, le testate, le redazioni che hanno fatto investimenti “tecnologici e infrastrutturali”.
Successivamente alla definizione dei criteri ci sarà una trattativa tra gli editori e le piattaforme internet. Se non ci sarà intesa entro 30 giorni, gli editori potranno fare appello all’AgCom che stabilirà quale sia l’equo compenso.
In caso di ulteriore mancato accordo le parti, editori e Google e altri motori di ricerca, potranno rivolgersi al "giudice ordinario”.

Cosa stabilisce la direttiva Ue

La direttiva Ue 790-2019 ha l’obiettivo di armonizzare ulteriormente il quadro giuridico europeo applicabile al diritto d'autore e ai diritti connessi nell'ambito del mercato unico digitale.
La legge che recepisce la direttiva stabilisce che l'Italia si impegna ad applicare la definizione di "istituti di tutela del patrimonio culturale" nell’ac­cezione più ampia possibile.
All’articolo 15 la legge di delegazione europea prevede che - nel caso di utilizzo online delle pubblicazioni di ca­rattere giornalistico da parte dei prestatori di servizi della società dell’informazione - siano adeguatamente tutelati i diritti degli editori e degli autori.
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