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Green Pass, italiani vaccinati con Sputnik V cittadini di serie B

© Sputnik . Vitaliy Belousov / Vai alla galleria fotograficaVaccinazione con Sputnik V
Vaccinazione con Sputnik V - Sputnik Italia, 1920, 05.08.2021
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Non sono “no vax”, anzi sono vaccinatissimi ma non godranno degli stessi diritti di tutti gli altri cittadini. Si tratta degli italiani vaccinati con Sputnik V, ai quali di fatto non sarà permesso ottenere il Green Pass e quindi condurre una vita civile.
Il Green Pass è precluso ad una serie di cittadini fra cui gli italiani vaccinati con il russo Sputnik, siero non riconosciuto in Europa.
Ad essere discriminati, seppure vaccinati, saranno tutti gli italiani residenti all’estero. Il senatore Ricardo Merlo, presidente del Movimento Associativo Italiani All’Estero, ha presentato un'interrogazione al ministro della Salute Speranza, chiedendo urgenti misure a tutela dei numerosi italiani tagliati fuori dal Green Pass.
Sputnik Italia ha raccolto le testimonianze di due cittadini italiani vaccinati con il siero russo Sputnik V: David Colantoni, poeta, scrittore e saggista vaccinatosi a Mosca e Andrea Castellan, imprenditore, presidente della società Cannon Eurasia residente in Russia.
-David Colantoni, lei si è vaccinato con Sputnik a Mosca. Come mai? Ci racconti la sua storia.
-Sono abituato a documentarmi su tutto. Quando è uscita la storia del Covid e dei vaccini mi sono letto diversi paper in merito, lo Sputnik è il vaccino che mi ha dato più fiducia perché è stato fatto con la tecnica del vettore virale, una tecnica sperimentata da oltre un secolo.
Mi sono reso conto che le reazioni avverse registrate nel mondo per lo Sputnik erano quasi pari a zero, mentre con altri vaccini purtroppo non era così.
Ho deciso di fare lo Sputnik anche perché sono sposato con una donna russa, la soprano Natalia Pavlova, la mia famiglia è italo-russa. Ho pensato che fosse giusto essere aperto in tutte le direzioni, sia verso un farmaco italiano ed europeo, sia verso un farmaco russo.
-Lei adesso in Italia può ottenere il green pass?
-Quando mi sono vaccinato con Sputnik già sapevo che avrei avuto dei problemi. Ho comunque scelto di farlo perché sono stanco, facendo parte di una famiglia italo-russa, di questa geopolitica che fanno pagare sulla nostra pelle.
Non avere riconosciuto Sputnik tra i tanti vaccini è pura geopolitica, non ci sono motivi sanitari o scientifici per questa decisione. Ricordiamoci che è stato il primo vaccino registrato e realizzato nel mondo, ha un periodo di prova maggiore rispetto agli altri vaccini.
Sono andato incontro a queste difficoltà per farne un momento di impegno civico nel denunciare questa situazione. Mi auguravo sempre che l’Ema lo autorizzasse entro breve, non l’ha fatto invece. Una scelta totalmente irrazionale, anche se pensiamo ai flussi di turismo cancellati per esempio.
- Si sente come un apolide sanitario?
Dal 6 agosto divento un cittadino di serie B, ovvero sia a quanto leggo, non potrò mangiare seduto al ristorante, non potrò vedere un film, non potrò ascoltare un concerto, a meno che ogni tre giorni io non vada a fare un tampone. Questo è assurdo per un semplice motivo: sono vaccinato, appena sono tornato in Italia ho fatto le analisi IgG. Ebbene, i miei anticorpi sono ad un livello altissimo.
-Qual è il suo punto di vista più in generale sul green pass?
-Sono vaccinato e sono comunque contrario a questa misura incostituzionale. L’articolo 32 della Costituzione è l’articolo sulla salute, il quale dice che lo Stato ha la possibilità di imporre un trattamento sanitario obbligatorio, ma lo deve fare con una legge. Facendo il green pass hanno preferito non creare una legge, perché non si sentono sicuri dei loro vaccini.
Quindi loro hanno optato per un ricatto: vuoi vivere una vita civile? - Non posso importi di fare il vaccino, ma ti escludo da questa vita-. Questo ha creato una spaccatura quasi da guerra civile in Italia.
Le donne che allattano i propri bambini in questo momento non si possono vaccinare, ci sono persone con particolari condizioni di salute che non possono vaccinarsi. Altri non hanno ancora avuto la possibilità di vaccinarsi. Per questo motivo ho scritto una lettera al presidente Draghi dicendo che non obbedirò assolutamente al green pass.
© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaLa cantante del gruppo Soprano Anastasiya Pris'ko viene vaccinata con Sputnik V a Mosca
La cantante del gruppo Soprano Anastasiya Pris'ko viene vaccinata con Sputnik V a Mosca  - Sputnik Italia, 1920, 05.08.2021
La cantante del gruppo Soprano Anastasiya Pris'ko viene vaccinata con Sputnik V a Mosca
-Andrea Castellan, sono numerosi gli italiani, come lei, residenti a Mosca e vaccinati con i sieri russi. Voi vi trovate tagliati fuori dal green pass. Ci parli della vostra situazione.
-La situazione è ingiusta, perché chi risiede all’estero, soprattutto in un periodo come l’anno scorso quando non ci si poteva muovere, ha utilizzato i vaccini disponibili nel Paese in cui vive. Questo vale per tutti i connazionali che vivono in Russia, ma io ho anche un collega che vive in Cina e lui ha lo stesso problema.
Si tratta di una discriminazione geopolitica sul vaccino russo. Chi è vaccinato è vaccinato, punto e basta. È una situazione insostenibile, fra l’altro ho visto che a San Marino il vaccino è stato riconosciuto, anche se si tratta dello Sputnik. Il nostro, uguale identico, non è riconosciuto.
-Quali difficoltà dovrà affrontare quando si recherà in Italia?
-Mi aspetta la quarantena e anche qui vi è una discriminazione. Chi arriva dalla Francia deve stare a casa tre giorni, chi arriva dalla Russia deve rispettare una quarantena di 10 giorni. Questo ragionamento non sta in piedi. Se vogliamo proteggere le frontiere lo dobbiamo fare in egual modo.
Inoltre il green pass dovrebbe essere rilasciato in base al test degli anticorpi, così si eviterebbero tutte le polemiche sui vaccini. Chi ha superato la malattia, chi ha gli anticorpi, chi è vaccinato - tutti dovrebbero eseguire il test degli anticorpi. Altrimenti la situazione è discriminante. Io mi sento discriminato.
Senza green pass ora che mi recherò in Italia in questo periodo di vacanza non potrò entrare a vedere uno spettacolo, non potrò andare al ristorante al chiuso, non potrò fare una serie di cose, nonostante io sia vaccinato, abbia gli anticorpi alti e abbia anche contratto in passato il virus. È una follia.
-Qual è il suo auspicio e che appello vorrebbe rivolgere ai politici?
-I politici dovrebbe prendere decisioni in base all’oggettività delle situazioni. Se il vaccino Sputnik è stato autorizzato a San Marino deve essere riconosciuto per tutti allora. I cittadini vaccinati con il siero russo devono avere gli stessi diritti degli altri. Il mio appello alle autorità è quello di cercare di risolvere questa questione, perché sono migliaia i cittadini italiani all’estero. Lo Sputnik viene dato a quasi 2 miliardi di persone al mondo, fra quelli ci saranno tanti italiani che risiedono all’estero. Li teniamo dietro al cancello? È una follia.
So che in agosto dovrebbe venire il ministro Lavrov in Italia. Spero che sia l’occasione giusta nella quale si possa trovare un protocollo di intesa che riconosca reciprocamente i vaccinati da una parte e dall’altra.
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