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Pnrr, 7,5 miliardi andranno a infrastrutture regionali: treni, porti e anche case popolari

© Foto : Alstom / René FrampeIl treno Alstom Coradia LINT
Il treno Alstom Coradia LINT - Sputnik Italia, 1920, 04.08.2021
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Prima distribuzione, almeno sulla carta, dei fondi del Piano nazionale di ripristino dell'economia. Fondi destinati alle infrastrutture locali, per migliorare la qualità della vita.
Non ci sono solo i fondi per i treni, i porti e le infrastrutture strategiche nel Piano nazionale di recupero e resilienza finanziato dall’Unione Europea, ma anche soldi per le case popolari. Una sorta di superbonus per l’edilizia popolare gestita dai Comuni e dalle Regioni a beneficio degli italiani che ci vivono.
Lo ha reso noto il Ministero dei Trasporti e della mobilità sostenibile nella persona del ministro Enrico Giovannini, che oggi ha parlato anche del Ponte sullo Stretto di Messina.
I fondi destinati alle Regioni sono 7,5 miliardi di euro che saranno così ripartiti:
2 miliardi di euro da destinare al potenziamento delle linee ferroviarie regionali e all’acquisto di nuovi treni più moderni e tecnologici, elettrici e a idrogeno (di cui 500 milioni per il rinnovo del materiale rotabile);
3,4 miliardi per l’ammodernamento e l’efficientamento dei porti;
2 miliardi per la riqualificazione delle case popolari.
“È un giorno importante, in cui ingenti risorse vengono impegnate per migliorare la mobilità e la qualità della vita delle persone, in particolare dei pendolari, di chi opera nei porti e di chi necessita di migliori condizioni abitative”, spiega il ministro Enrico Giovannini come riportato da Teleborsa.
Perché “con Il Pnrr non si finanzia solo l’alta velocità o grandi opere infrastrutturali, ma si potenziano le interconnessioni ferroviarie per aumentare la qualità dei servizi e la competitività del Paese nel rispetto dell’ambiente, con un'attenzione particolare al Mezzogiorno, destinatario di ingenti risorse per tutti gli interventi”.

Nello specifico

Una parte dei fondi giungeranno presto già dal Fondo complementare e sono risorse nazionali pari a 1,55 miliardi di euro. Serviranno a mettere in sicurezza e a potenziare le ferrovie regionali.
Con ulteriori 500 milioni provenienti dal Next Generatio EU, che giungeranno nel settennato 2021 – 2026, si passerà all’acquisto di treni nuovi e all’idrogeno. Questi ultimi in particolare per sostituire quelli diesel sulle reti non elettrificate.

Ridurre il divario infrastrutturale

Una Italia fisicamente a due velocità non è solo inaccettabile, ma è contro producente per l’intero sistema economico.
Partendo da questa presa di coscienza si attuerà una ripartizione dei fondi che andrà a beneficio in particolare del Mezzogiorno d’Italia.
“La necessità di ridurre il divario infrastrutturale tra le diverse regioni è stata la priorità che ha guidato le scelte sulla ripartizione delle risorse, insieme alla domanda di mobilità sostenibile e alla tempistica per la realizzazione delle opere proposte”, ha spiegato ancora il ministro Giovannini.
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