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Hacker contro la Regione Lazio: indagano anche Fbi ed Europol

© Foto : © Agenzia Nova / Marco MinnaAlessio D'Amato assessore sanità regione Lazio
Alessio D'Amato assessore sanità regione Lazio - Sputnik Italia, 1920, 04.08.2021
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Anche Europol ed Fbi partecipano agli accertamenti della Polizia Postale per risalire agli hacker che hanno attaccato i sistemi informatici della Regione Lazio.
“Siamo di fronte a un atto di natura criminale e terroristico", ha ribadito oggi in un’intervista al Gr1 della Rai l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, replicando a chi nelle scorse ore, tra politici ed esperti di cyber sicurezza, aveva messo in dubbio l’efficacia dei meccanismi di protezione dei sistemi informatici del Lazio.
"I livelli che avevamo sono standard, elevati e certificati, partner di sicurezza della Regione è da oltre due anni il gruppo Leonardo”, ha aggiunto D’Amato, assicurando che entro 72 ore sarà possibile tornare a prenotare le vaccinazioni anti-Covid grazie a “due nuove piattaforme".
Gli ultimi ad esprimere critiche, in ordine di tempo, sono stati i deputati e gli europarlamentari romani del Movimento 5 Stelle. “Una settimana fa la Corte dei Conti ha messo nero su bianco in un dossier tutte le falle dei sistemi informatici della regione Lazio, ma soprattutto le gravi carenze e l’inadeguatezza dell’amministrazione regionale guidata da Nicola Zingaretti”, dichiarano in una nota.
“Mancanza di coordinamento, scarsissimi investimenti, risorse del tutto inadeguate e soprattutto una totale assenza di regia tale da far sembrare che la gestione dei sistemi informatici della sanità laziale fosse affidata quasi interamente al caso: sono solo alcuni dei tantissimi aspetti problematici su questo fronte su cui la magistratura contabile ha acceso un faro”, denunciano i grillini.
Ransomware attacks global IT systems - Sputnik Italia, 1920, 03.08.2021
Regione Lazio, l'esperto a Sputnik: "Terrorismo non c'entra, errori nella gestione della sicurezza"

Al momento si indaga per “accesso abusivo a sistema informatico, tentata estorsione e danneggiamento di sistema informatici, con l’aggravante del terrorismo”. E a coadiuvare i pm del pool per i reati informatici e l’antiterrorismo e la Polizia Postale, secondo quanto si legge sull’Adnkronos, ci sarebbero anche Europol ed Fbi.

Si cerca di capire chi ci sia dietro l’attacco hacker, partito dal pc di un dipendente di Lazio Crea in smartworking, che con un ransomware cryptolocker ha bloccato i sistemi della Regione e se la metodologia usata combaci con quella riscontrata in altri attacchi già sferrati in Italia e fuori dai confini nazionali.
Ieri, in un’intervista a Sputnik Italia, Pierluigi Paganini, esperto di cyber sicurezza, aveva reso noto come le operazioni di ripristino fossero rese più difficili dal fatto che gli hacker sarebbero riusciti a criptare anche i backup.
“Potrebbe essere un errore grossolano nella gestione della struttura. In sostanza i backup erano posti nella stessa rete che è stata presa di mira dal ransomware. Questa è una pratica non corretta”, aveva commentato l’analista.
“Tipicamente – aveva aggiunto - i backup devono essere distaccati proprio per evitare che il ransomware possa infettarli, come invece è successo in questo caso”. “A meno che la Regione non abbia altri backup, - aveva concluso - non c’è alcun modo di recuperare i dati se non pagando il riscatto”.
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