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"Il virus rimane nel naso per tre giorni". Uno studio rivela quanto sono contagiosi i vaccinati

© REUTERS / PASCAL ROSSIGNOLVaccino Moderna
Vaccino Moderna - Sputnik Italia, 1920, 03.08.2021
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Secondo uno studio in corso al Bambino Gesù di Roma i soggetti vaccinati con due dosi che si infettano possono presentare la stessa carica virale dei non vaccinati, ma al massimo per 72 ore. Il virus rimane confinato nel naso e nella rinofaringe, mentre i polmoni restano immuni grazie al vaccino.
La questione da giorni è al centro del dibattito tra gli scienziati e non, da quando il super-virologo statunitense, consulente del presidente Joe Biden, Anthony Fauci, ha lanciato una vera e propria bomba:
“Le persone vaccinate possono trasmettere il virus come le persone non vaccinate”. Parole che hanno contribuito ad aumentare lo scetticismo dei no-vax e dei cosiddetti “attendisti”.
Questa scoperta, associata alla maggiore trasmissibilità della variante Delta, ha spinto le autorità sanitarie statunitensi a reintrodurre l’obbligo di indossare la mascherina al chiuso anche per i vaccinati dove i contagi sono più elevati.
I numeri del fenomeno sono comunque molto bassi. Si parla di 35mila casi su 162 milioni di immunizzati.
Nei giorni scorsi, in Italia, il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, aveva detto che in Italia il 12 per cento dei vaccinati con due dosi rischia di contrarre il virus, anche per effetto della variante Delta.
Quasi tutti, però, aveva aggiunto l’esperto, non sviluppano la malattia grave da Covid e, nella maggior parte dei casi, non si rivelano contagiosi.
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Ora uno studio in corso all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, di cui dà notizia il Corriere della Sera, mostrerebbe come, in realtà, la capacità di diffondere il virus, nei soggetti vaccinati, sarebbe inferiore a quella di chi non lo è.
Quella piccola percentuale di immunizzati che infettandosi sviluppa una carica virale alta, resta contagioso al massimo per 72 ore.
Il motivo, come ha spiegato al Corriere Carlo Federico Perno, che guida il reparto di Microbiologia e virologia dell’ospedale pediatrico, è che la presenza del virus “rimane confinata al naso e rinofaringe”, visto che i polmoni sono resi immuni dal vaccino.
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Per far scattare la reazione immunitaria anche a questo livello, ci vuole qualche giorno in più, ma il periodo in cui viene abbattuta la carica virale dura al massimo tre giorni.

Il risultato dell’analisi, condotta su 2.900 soggetti, quindi, è che chi ha ricevuto il vaccino, anche se si infetta, presenta un tempo di negativizzazione, e quindi di contagiosità, inferiore rispetto a chi non è vaccinato.

Insomma, le affermazioni di Fauci vengono in parte confermate dallo studio, che però aggiunge elementi rassicuranti. Se è vero, infatti, che nei rari casi di infezione nelle persone vaccinate la carica virale può essere la stessa, è vero anche che rimane la stessa per al massimo uno o due giorni, fino a scomparire rapidamente del tutto.
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