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Zingaretti su attacco hacker: questo è un atto di terrorismo informatico

© Foto : Marco Minna © Agenzia NovaNicola Zingaretti
Nicola Zingaretti - Sputnik Italia, 1920, 02.08.2021
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I termini utilizzati dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, riguardo l’attacco informatico che ha subito il sistema sanitario regionale ieri, sono molto gravi.
Zingaretti definisce attacco terroristico quello subito e di una offensiva criminosa nei confronti del territorio nazionale.
“Stiamo difendendo in queste ore la nostra comunità da questi attacchi di stampo terroristico. Il Lazio è vittima di un’offensiva criminosa, la più grave mai avvenuta sul nostro territorio nazionale”, ha detto Zingaretti come riportato dal Fatto Quotidiano.
L’attacco informatico non è ancora terminato e prosegue ancora ora, infatti il portale resta bloccato e nessuna nuova prenotazione può essere accolta.
Zingaretti ha affermato che “gli attacchi sono ancora in corso” e che “la situazione è molto seria e molto grave”.
Il presidente della Regione ha anche spiegato che non sono stati toccati i dati finanziari e di bilancio e che appena possibile saranno ripristinati i servizi ora bloccati dall’attacco hacker alla Regione Lazio che non ha precedenti.
“Appena tutto sarà ripristinato intendiamo dare priorità assoluta a servizi nel campo della salute: 112 e Ares 118 sono attivi e non sono mai stati interrotti, così come i numeri della sala operativa della protezione civile”, ha sottolineato.
Ieri il presidente del Lazio con soddisfazione ha scritto che il 70% della popolazione è ora vaccinata, e questo nonostante l’aggressione informatica subita.

Dati di Mattarella e Draghi a rischio?

La Regione Lazio è la sede dei “palazzi del potere” e le più alte cariche dello Stato si sono vaccinate negli hub vaccinali laziali.
A rischio anche i dati sensibili del Capo dello Stato e del presidente del Consiglio.
Per questo motivo sono al lavoro il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza della Repubblica, e il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, ovvero gli 007 informatici italiani.
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