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Strage di Bologna, la polvere si sta diradando dice Guardasigilli Cartabia

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Strage di Bologna - Sputnik Italia, 1920, 02.08.2021
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2 agosto 1980, ore 10.25 del mattino, un boato che udì tutta la città di Bologna squarciò l’Italia che ancora non aveva assorbito la strage di Ustica con il misterioso abbattimento del Dc 9 Itavia.
Il muro della stazione, lacerato ancora oggi, è lì a memoria di quel giorno in cui 85 persone persero la vita e 200 rimasero ferite.
“Oggi lo Stato rinnova il più solenne impegno per giungere all'accertamento dei fatti. Non ci può essere giustizia senza accertamento pieno delle responsabilità: per questo l'attività procede. La polvere che rivestiva i corpi martoriati, quella polvere che troppo a lungo ha coperto molteplici responsabilità, oggi quella polvere si sta diradando e lascia nuovi contorni e nuovi profili dell'accaduto”, ha detto il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, durante la cerimonia di commemorazione della strage come riportato dall’Ansa.
E se oggi si è riusciti a diradare almeno un po’ quella polvere, lo si deve alle associazioni dei familiari delle vittime.
“Va dato merito all'attività dell'associazione dei familiari delle vittime, all'impegno della Procura Generale di Bologna e di tutti i magistrati. C'è la vicinanza dell'intero Governo e l'impegno a fare concretamente la nostra parte, la mia parte per offrire tutto il sostegno necessario nel lavoro di accertamento delle responsabilità”, ha infatti detto il Guardasigilli Cartabia.

L’accertamento della verità necessità dell’intero Paese

Quello che si svolge a Bologna non è un processo solo per i familiari delle vittime e per la città di Bologna, è un processo che è “una necessità per l'intera storia del Paese. La stazione Bologna è uno snodo, non solo uno snodo ferroviario e geografico, è uno snodo storico dell'intera storia d'Italia”.
Il ministro ha quindi ricordato che alcuni documenti sono ancora tenuti sotto il segreto di Stato, ed inviata a “una piena piena attuazione della direttiva che favorisce il disvelamento dei documenti tutt'ora coperti dal segreto di Stato”.
Ed ha aggiunto che sarà “rinnovato il protocollo per la digitalizzazione dei processi di interesse storico”, come strumento fondamentale per nuove indagini.
Ed infine l’importanza della memoria degli eventi storici:
“Occorre trasmettere la memoria di quanto accaduto alle nuove generazioni, perché la consapevolezza civile è la migliore prevenzione a ogni eventuale tentativo di degenerazione della nostra convivenza civile in forme di odio e di violenza che non vogliamo più vedere”.
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