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Rapporto dei repubblicani americani sostiene che il Covid-19 sarebbe nato nel laboratorio di Wuhan

© AP Photo / Cheng MinFebbraio 22, 2020: gli operatori sanitari nel laboratorio di Wuhan
Febbraio 22, 2020: gli operatori sanitari nel laboratorio di Wuhan - Sputnik Italia, 1920, 02.08.2021
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Una "preponderanza di prove" supporterebbe la teoria secondo la quale il virus che ha causato la pandemia di COVID-19 sarebbe "trapelato" da un laboratorio cinese, afferma un rapporto dei repubblicani statunitensi pubblicato lunedì e citato da Fox News.
Secondo un recente rapporto dei repubblicani, i sospetti si concentrerebbero maggiormente sulla seconda ipotesi tanto da parlare, nel loro documento di “preponderanza di prove”.
Il Wuhan National Biosafety Lab aveva cercato offerte per un ampio rinnovamento dei suoi sistemi di disinfezione dell'aria e di condizionamento, nonostante il fatto che la struttura di ricerca avesse meno di due anni, afferma il rapporto dello staff repubblicano della Commissione per gli affari esteri della Camera, pubblicato da Michael McCaul, membro della Camera dei Rappresentanti per lo Stato del Texas
Inoltre, a luglio 2019 era stata richiesta una revisione per un importo di circa 1,5 milioni di dollari per il sistema di trattamento dei rifiuti pericolosi della struttura.
"Una ristrutturazione così significativa così presto dopo che la struttura aveva iniziato a funzionare sembra insolita", afferma il rapporto, insistendo sul fatto che solleva per altro "domande su quanto bene questi sistemi funzionassero nei mesi precedenti allo scoppio della pandemia”.
Non è chiaro il motivo della richiesta d’appalto legata al protocollo di sicurezza, né se i lavori siano stati poi eseguiti.
Riguardo alla teoria concorrente secondo cui l’epidemia sarebbe iniziata da un virus animale probabilmente trasmesso all'uomo in un mercato ittico vicino al WIV (Istituto di virologia di Wuhan) il rapporto afferma:

"Ora crediamo che sia il momento di liquidare completamente il mercato ittico come origine… Riteniamo anche che la preponderanza delle prove dimostri che il virus sia fuoriuscito dal WIV e che lo abbia fatto prima del 12 settembre 2019".

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Controversia sulle origini

Tra le polemiche sulle origini della pandemia, a marzo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva pubblicato il suo primo rapporto sulla scia di una missione conoscitiva in Cina. Il team era giunto alla conclusione che la possibilità che il virus fosse trapelato da un laboratorio statale a Wuhan era molto bassa. Gli esperti avevano affermato che esiste un'"alta possibilità" che il virus sia stato trasmesso all'uomo dai pipistrelli attraverso un altro animale.
Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore dell'OMS, ha recentemente delineato un piano per una seconda indagine in Cina sulle origini del coronavirus, inclusa una proposta di "audit di laboratori e istituti di ricerca pertinenti che operano nell'area dei primi casi umani identificati nel dicembre 2019".
Zeng Yixin, vice ministro cinese della Commissione sanitaria nazionale, ha respinto la proposta, affermando che "non tiene conto del buon senso e sfida la scienza".
Nonostante avesse in campagna elettorale ridicolizzando le affermazioni del suo predecessore Donald Trump, secondo cui SARS-CoV-2 sarebbe trapelato da un laboratorio cinese, il 26 maggio il presidente democratico degli Stati Uniti Joe Biden ha concesso alla comunità dell'intelligence statunitense 90 giorni per riesaminare le origini del coronavirus e determinare se la malattia sia scaturita da un laboratorio o è più probabile che abbia avuto origine animale. I risultati dell'indagine dovrebbero essere consegnati alla scrivania del presidente entro la fine di agosto.
Diversi alti funzionari incaricati dell’indagine, tra cui il consigliere per la sicurezza nazionale di Biden, Jake Sullivan, secondo la CNN ora considererebbero la teoria della fuga di laboratorio una possibilità tanto quanto l'ipotesi dell’origine naturale.
Le indagini dei media nell'ultimo anno e mezzo hanno per altro sì puntato il dito sulla possibilità della fuga dal laboratorio cinese, ma hanno anche indagato e fatto luce sul fatto che istituzioni accademiche e scienziati occidentali avevano finanziato e lavorato in pericolosi esperimenti potenzialmente pericolosi sul coronavirus dei pipistrelli a Wuhan proprio perché nei propri Paesi questo era stato proibito per motivi di sicurezza.
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La Cina respinge al mittente

La Cina ha respinto le accuse di fuga del laboratorio di Wuhan, bollandole come una teoria della cospirazione e rimandando al mittente le accuse.
A giugno, il quotidiano cinese Global Times ha esortato la comunità internazionale a esaminare piuttosto le attività "sospette" presso gli istituti di ricerca biologica americani, in particolare l'Istituto di ricerca medica delle malattie infettive dell'esercito americano a Fort Detrick, nel Maryland.
Nell'agosto 2019 quel laboratorio era stato temporaneamente chiuso dopo un'ispezione dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie nel timore che la ricerca sui virus mortali in corso presso la struttura potesse sfuggire fuori dal controllo.
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