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Pescara, incendio alla Pineta Dannunziana: Intossicati, evacuati e bagnanti in fuga

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È un serio colpo al patrimonio dell’intera provincia quello causato dall’incendio che si è scatenato ieri alla riserva naturale ‘Pineta Dannunziana’. Cinque persone sono rimaste intossicate, una casa di riposo e un convento di suore sono stati evacuati. Danni anche a edifici, infrastrutture e stabilimenti balneari.
Cinque persone sono rimaste ferite e ricoverate in ospedale per intossicazione. Tra queste una bambina e due suore di una struttura della diocesi.
Il vasto incendio e i fumi tossici hanno costretto ad evacuare una casa di riposo, un convento di suore, la parte della città che va dall’università al tribunale fino alla zona di San Silvestro, nonché anche tutta la riviera sud dallo stabilimento 186 in poi. In totale circa 800 persone sono state trasferite al Palafiere.
35 ambulanze sono state attivate, l’accesso nord e sud alla città è stato temporaneamente chiuso e sono entrati in azione gli elicotteri dei vigili del fuoco e un canadair ma si è reso necessario chiedere mezzi aggiuntivi a Roma.
Tra i danni subiti il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Zaffiri, ha segnalato la scuola media 'Benedetto Croce' che è andata in fiamme, come pure un'autodemolizioni, che, bruciando, ha causato diverse esplosioni delle auto a Gpl e a benzina lì depositate.
Si sospetta che l’incendio possa essere di origine colposa se non dolosa. La sua diffusione è stata facilmente agevolata dalle alte temperature e dai venti.
La ‘Riserva naturale di interesse provinciale Pineta Dannunziana’, meglio conosciuta semplicemente come Pineta Dannunziana, dai pescaresi chiamata anche "Pineta D'Avalos", dal nome della famiglia che al tempo dei Borbone possedeva il marchesato di Pescara, è un'area naturale protetta situata nella zona meridionale del comune di Pescara ed è uno dei simboli più preziosi della città.
Deve il suo attuale nome al poeta e scrittore Gabriele D’Annunzio che la frequentava e che agli inizi del secolo scorso vi ambientò la tragedia teatrale ‘La figlia di Iorio’.
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