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Landini sul green pass: non contrario ma niente penalità per lavoratori

© Foto : CGIL Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni
Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni - Sputnik Italia, 1920, 02.08.2021
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Sì al green pass in azienda e sì al vaccino, purché non venga sospeso il lavoratore o gli venga tolto lo stipendio. Questo per Landini è inaccettabile.
Il green pass per entrare in fabbrica e per accedere al proprio ufficio, questo è un dibattito che resta aperto nel mondo del lavoro a pochi giorni dall’introduzione del dispositivo che limiterà l’accesso nei ristoranti, bar, stadi e molti altri luoghi di intrattenimento e del tempo libero.
Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, sulla questione ha detto chiaramente qual è la posizione del suo sindacato al Corriere della Sera.
“Non abbiamo contrarietà di principio. Noi abbiamo scioperato per avere i protocolli di sicurezza in azienda. Siamo a favore del fatto che le persone si vaccinino e come sindacato stiamo raccomandando ai lavoratori di farlo”.
L’obiettivo del sindacato è “garantire i migliori standard di sicurezza nelle imprese”, ma attenzione a imporre ai lavoratori delle misure di demansionamento se non vogliono vaccinarsi.
“Ma c’è un discrimine: non è possibile pensare a licenziamenti o demansionamenti, perché eventualmente un dipendente sceglie di non vaccinarsi”, ha precidato Landini.
Landini ha fatto notare che stiamo parlando di un trattamento sanitario da rendere obbligatorio e che come tale può essere normato solo per legge.

“Se il governo valuta che sia necessario, può varare una norma. È già successo nel settore sanitario dove per alcuni dipendenti – non per tutti – è stato stabilito l’obbligo di vaccinazione”, ha sottolineato il segretario della Cgil.

Confindustria ha però parlato di sospensione dal lavoro e senza stipendio, e Landini su questo punto si è detto assolutamente contrario.
“Inaccettabile per noi, naturalmente. Non se ne parla neanche. Né di questo, né di demansionamenti. Ci sono già esperienze in diverse aziende che utilizzano lo smart working per certi dipendenti o fanno un uso molto diffuso dei tamponi.”
I tribunali, però, stanno dando torto ai lavoratori che fanno ricorso contro i datori di lavoro rifacendosi proprio al Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Secondo il testo è in capo al titolare dell’impresa e al responsabile della sicurezza garantire la sicurezza anche sanitaria di chi lavora, degli eventuali esterni che sono presenti in azienda e dei clienti.
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