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Il dossier sui migranti: il 60 per cento non vuole il vaccino anti-Covid

© Foto : CoispMigranti nel centro di accoglienza di Lampedusa
Migranti nel centro di accoglienza di Lampedusa - Sputnik Italia, 1920, 02.08.2021
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Secondo un'analisi del Tavolo Asilo e Immigrazione e Tavolo Immigrazione e Salute, condotta nei centri di accoglienza italiani lo scorso maggio, sei migranti su dieci si dichiarano no-vax o poco inclini a vaccinarsi.
Nonostante il fronte dei contrari al green pass sia più ampio, il numero dei no-vax in Italia si ferma a qualche milione di persone. Secondo gli ultimi sondaggi, infatti, a rifiutare le dosi del vaccino anti-Covid sarebbe al massimo il 13 per cento degli italiani.
Se si guarda alla popolazione immigrata, però, questa percentuale aumenta vertiginosamente. A dirlo è un dossier pubblicato a luglio dal Tavolo Asilo e Immigrazione e dal Tavolo Immigrazione e Salute sulla “disponibilità a vaccinarsi contro il COVID-19 da parte delle persone ospitate nei centri/strutture di accoglienza in Italia”.

I migranti e i senza fissa dimora no-vax, lo scorso maggio, quando è stata condotta l’indagine, erano il 60 per cento. Un dato, questo, a dir poco preoccupante, considerando il numero di richiedenti asilo che continua a sbarcare sulle nostre coste approfittando del meteo favorevole di queste settimane.

Andando nel dettaglio, a dirsi totalmente contrario alla vaccinazione è stato il 37 per cento degli intervistati, mentre circa il 20 per cento di chi ha risposto al questionario ha dichiarato di essere dubbioso.
I più scettici sono i migranti che arrivano dall’Africa subsahariana, e in particolare dalla Nigeria, mentre i cittadini pakistani e bengalesi sembrerebbero essere più inclini alla vaccinazione.
Manifestazione No green pass a Milano - Sputnik Italia, 1920, 25.07.2021
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La maggior parte di chi rifiuta la vaccinazione anti-Covid, il 46 per cento, lo fa perché pensa che il “il vaccino può essere pericoloso”.
A seguire le risposte più gettonate sono state la scarsa “fiducia negli operatori sanitari e nelle informazioni che danno”, il fatto che il vaccino non sia obbligatorio o che “il Covid non è pericoloso”. Pochissimi, circa il 3,4 per cento, si sono giustificati con motivazioni culturali e religiose.
La conclusione delle organizzazioni, come si legge sul sito dell’Iss, è quindi quella di “intervenire quanto prima per limitare i contagi, le sintomatologie gravi, le ospedalizzazioni, e favorire in tutte le persone socialmente più fragili - italiane e straniere - l’acquisizione del grado di consapevolezza necessario ad accettare la vaccinazione come strumento di tutela della salute individuale e collettiva”.
A preoccupare, infatti, è l’insorgenza di nuovi focolai legati alle varianti tra gli emarginati e i fragili. Particolarmente critica in questo senso, nei giorni scorsi, la situazione registrata nell’hotspot dell’isola di Lampedusa, dopo lo sbarco di centinaia di migranti in poche ore.
A denunciare a Sputnik Italia diverse criticità legate a caos e sovraffollamento era stato il segretario del sindacato di polizia Coisp, Domenico Pianese, che aveva parlato di “situazione esplosiva”, con decine di ospiti positivi e diverse fughe di migranti dal centro di accoglienza.
Migranti nell'hotspot di Lampedusa - Sputnik Italia, 1920, 25.07.2021
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