Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

"Il bimbo non può avere due mamme". I giudici di Pisa respingono il ricorso di una coppia gay

Bambini a scuola
Bambini a scuola - Sputnik Italia, 1920, 01.08.2021
Seguici su
Le due donne avevano fatto ricorso dopo che l'ufficiale di stato civile si era rifiutato di scrivere entrambi i loro nomi sull'atto di nascita del bimbo nato da fecondazione eterologa effettuata all'estero.
È legittimo rifiutarsi di trascrivere i nomi di due donne nell’atto di nascita di un minore. A certificarlo sono i giudici del Tribunale di Pisa che in una sentenza hanno ricordato come sia compito soltanto del legislatore “introdurre nell’ordinamento la relativa disciplina, scegliendo la forma di tutela che ritenga più idonea (iscrizione o adozione)”.
La vicenda ha come protagonista una coppia omosessuale. Giulia, pisana, e Denise, statunitense, si sono sposate nello Stato americano del Winsconsin, come racconta il Tirreno, e ora vivono a Venezia assieme al figlio nato nel 2016 dopo il ricorso alla fecondazione eterologa all’estero.

Il bimbo nasce a gennaio dello stesso anno, a Pontedera. Ma quando le donne si recano in comune a Pisa per chiedere di trascrivere entrambi i loro nomi sul certificato di nascita del piccolo, l’ufficiale di stato civile è irremovibile: il funzionario si rifiuta categoricamente. E così la coppia decide di fare ricorso al Tribunale di Pisa.

A maggio 2021 arriva la sentenza, le cui motivazioni sono state rese note in questi giorni. Per i giudici pisani l’ufficiale di stato civile avrebbe agito legittimamente.
Inoltre, sottolineano le toghe, non sussisterebbe alcuna “discriminazione” tra “la situazione di chi nasce all’estero e qui vede formato l’atto di nascita con conseguente trascrizione in Italia e quella di chi nasce in Italia e tale atto di nascita non può conseguire”.
“Ben diverso – si legge ancora in uno stralcio della sentenza, pubblicata dal Tirreno - è per lo Stato riconoscere una situazione che di fatto già esiste nel mondo naturalistico e ha trovato assetto formale in un altro ordinamento e dare disciplina e possibilità di creazione della stessa situazione nell’ordinamento interno”.
La coppia, però, è decisa a ricorrere in appello, al Tribunale di Firenze. Lo scorso marzo era stata la Corte Costituzionale, in una sentenza della giudice Silvana Sciarra, a denunciare la presenza di un "grave vuoto di tutela" per i minori nati all’estero da fecondazione eterologa effettuata da due donne, mettendo l’accento sulla “inerzia del legislatore”.
L’intervento, come ricordava RaiNews24, si riferiva ad una controversia nata all’interno di una coppia di donne con due bambine, che aveva portato all'esclusione di una delle due dall’esercizio della responsabilità genitoriale.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала