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Ecco il cashback per gli automobilisti: da Aspi rimborsi per le ore in coda a causa dei cantieri

© AP Photo / Alex SanzTraffico su un'autostrada
Traffico su un'autostrada - Sputnik Italia, 1920, 01.08.2021
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Dopo il procedimento dell'Antitrust contro Autostrade per l'Italia per il mancato abbassamento del pedaggio nelle tratte con problemi di viabilità dovuti alla manutenzione il gruppo ha dato il via al cashback per risarcire gli automobilisti.
In campo ci sono fino a 250 milioni di euro per risarcire gli automobilisti che hanno passato o passeranno ore incolonnati nel traffico per colpa dei cantieri autostradali.
Lo ha annunciato l’ad di Autostrade per l’Italia, Roberto Tomasi, dopo che la scorsa settimana l’Antitrust ha aperto un “procedimento di inottemperanza” proprio contro Aspi per non aver ridotto “il costo del pedaggio nelle tratte con notevoli problemi di viabilità” nonostante una sanzione di 5 milioni di euro ricevuta lo scorso marzo.

Ora, come invocato dalle associazioni dei consumatori, compreso il Codacons, il gruppo darà il via ad un cashback dei pedaggi per tutti gli automobilisti coinvolti in disagi o rallentamenti proprio a causa dei lavori di manutenzione.

Le tratte più interessate dai disservizi, al momento, sono l’A1 Milano Napoli, la A23 Udine Tarvisio, la A7 e la A10.

A spiegare come funzionerà la misura è il Corriere della Sera. Innanzitutto, per beneficiare del rimborso, servirà che il ritardo sperimentato sia “significativo” e generato da un cantiere che, ad esempio con il restringimento della carreggiata, determina un aumento nei tempi di percorrenza.

Per stabilire l’entità del disagio ci si baserà sulla durata del viaggio. La soglia minima di ritardo per richiedere il cashback è di 15 minuti, ma il tempo deve essere proporzionato alla lunghezza del percorso. Vale a dire, se il ritardo è di 15 minuti su un viaggio di 20 minuti, scatta il risarcimento. Non accade lo stesso per un ritardo di 15 minuti su una tratta che si percorre, ad esempio, in quattro ore.

Per calcolare il rimborso, la società incrocerà una serie di dati: quelli forniti dai satelliti, quelli sulla effettiva presenza di cantieri attivi e le informazioni fornite dagli utenti sul proprio orario di ingresso e di uscita dai caselli per verificare la durata effettiva del viaggio.

I rimborsi arriveranno in un’unica soluzione, a fine anno, mentre la conferma dell’effettivo diritto al rimborso verrà inviata tramite la app Free to X creata da Aspi.
Un primo test inizierà nei prossimi giorni e durerà fino a metà settembre, quando partirà la sperimentazione. Dal prossimo anno, invece, i risarcimenti in caso di disagi dovrebbero diventare strutturali.
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