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Contagi dopo il vaccino, Locatelli: "Solo il 12% si infetta, ma non contrae la malattia grave"

© Filippo AttiliInfermiera prepara un vaccino
Infermiera prepara un vaccino - Sputnik Italia, 1920, 01.08.2021
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L'appello del coordinatore del Cts per la vaccinazione dei giovani: "Significa creare le migliori condizioni per la didattica in presenza”. E rassicura sui casi di miocardite: "Rischi maggiori per chi prende il virus".
Evitare nuove chiusure tenendo la guardia alta e accelerando sulle vaccinazioni. Comprese quelle degli adolescenti e, quando ci sarà un prodotto disponibile, dei bambini. È la ricetta del coordinatore del comitato tecnico scientifico Franco Locatelli per scongiurare il cambio di colore nelle regioni italiane.
In un’intervista al Corriere della Sera, commenta le parole del virologo della Casa Bianca, Anthony Fauci, che nei giorni scorsi ha spiegato come i vaccinati possono infettarsi con la variante Delta e trasmettere il virus alla stregua dei non vaccinati.

In Italia la percentuale dei soggetti immunizzati capaci di diffondere il Covid, secondo Locatelli, sarebbe del 12 per cento. Ma per il coordinatore del Cts non ci sono ancora dati sufficienti per dire quale sia il livello di carica virale in questi soggetti. Ovvero, quanto riescano a propagare il virus rispetto a chi non ha ricevuto neppure una dose di vaccino.

Di certo, sottolinea Locatelli, “si tratta di un evento raro e ancor più rara è l’eventualità che una persona vaccinata, seppure contagiata, finisca in ospedale”. Chi si vaccina, infatti, secondo i dati forniti dal coordinatore del Cts, è protetto al 95 per cento dalle conseguenze gravi del Covid e “contribuisce a ridurre significativamente la circolazione virale”.
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L'appello a vaccinare i giovani

Per questo, spiega, è necessario immunizzare anche le fasce più giovani. “La protezione degli adolescenti consente di proteggere indirettamente coetanei che frequentano la stessa classe o altri luoghi di socializzazione, ma che non hanno un sistema immunitario capace di rispondere efficacemente al vaccino”, sottolinea Locatelli, ricordando come siano stati 28 gli under 19 morti finora in Italia per colpa del Covid.
Vaccinare i più giovani secondo il coordinatore del Cts “significa anche creare le migliori condizioni perché possa avere continuità la didattica in presenza”.
Locatelli rassicura anche sugli effetti collaterali, citando uno studio americano per il quale il rischio associato alle rare miocarditi, in proporzione, sarebbe maggiore per chi contrae la malattia che per i giovani che si sottopongono alla vaccinazione. L’appello, infine, è a vaccinare anche i bambini una volta che sarà pronto un vaccino su misura per i più piccoli.

Il dibattito sulla terza dose

Sull’opportunità di somministrare la terza dose di vaccino, invece, il medico non si sbilancia, ma anticipa che potrebbe “essere utile per soggetti particolarmente vulnerabili” come “gli ultra settantenni, e a chi ha aumentato rischio di esposizione a Sars-Cov-2 per ragioni professionali” e i “pazienti immunodepressi”.

“Vi sono chiare evidenze – assicura al Corriere che una terza dose incrementa la percentuale di soggetti che mostrano sieroconversione, così come aumenta il titolo di anticorpi in chi aveva già mostrato una risposta seppure modesta”.

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La pandemia in Italia

Nell’ultima settimana, secondo i numeri forniti da Locatelli, non c’è stata una crescita preoccupante dei contagi. I nuovi casi “continuano a salire, ma non nella misura temuta o da qualcuno ipotizzata”, spiega l’esperto. Anzi. “Nell’ultima settimana - aggiunge - vi è stata una decelerazione nella crescita rispetto alle due settimane precedenti”.
I tassi di ospedalizzazione restano contenuti, anche nelle regioni che presentano le percentuali più elevate, come la Sicilia, che è comunque ancora lontana dai valori soglia che impongono il cambio di fascia.
Gli occhi, però, sono puntati ai dati che si registrano nel resto d’Europa. Per questo, la cautela resta d’obbligo. In particolare, l’appello del coordinatore del Cts, oltre a vaccinarsi, è quello di continuare a rispettare le regole anti-contagio ed evitare situazioni a rischio.
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