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Toso Fei: “Temo che siamo ancora lontani dalla risoluzione del problema di grandi navi”

© Foto : Juergen OsterGrandi navi a Venezia
Grandi navi a Venezia - Sputnik Italia, 1920, 31.07.2021
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In questi giorni è riunito in Cina il Comitato del Patrimonio mondiale dell’Unesco. Per la terza volta l’Italia è riuscita a evitare che Venezia e la Sua laguna venissero iscritte nell’elenco dei siti a rischio.
Finisce tutto qui? Ora i veneziani possono stare sereni? Per fare il punto della situazione Sputnik Italia ha raggiunto Alberto Toso Fei, veneziano doc, giornalista, scrittore e l'autore del canale YouTube Venezia in un minuto.
— La Serenissima è stata salvata dalla lista dei siti Unesco in pericolo. Come hai accolto questa notizia?
— Definirei la mia reazione come “agrodolce” – mi fa ovviamente piacere che Venezia sia salva, dall’altro lato ho il timore che questa salvezza creerà ulteriori ritardi nell'entrata in vigore di misure più radicali sulle grandi navi.
Escludere le navi dal passaggio davanti a San Marco è un grandissimo risultato, però sarebbe stato necessario pensare a un porto litoraneo. Finché non verrà trovata questa soluzione, il problema non sarà risolto…
© Foto : Fornita da Alberto Toso FeiAlberto Toso Fei, veneziano doc, giornalista, scrittore e l'autore del canale YouTube Venezia in un minuto
Alberto Toso Fei, veneziano doc, giornalista, scrittore e l'autore del canale YouTube Venezia in un minuto - Sputnik Italia, 1920, 31.07.2021
Alberto Toso Fei, veneziano doc, giornalista, scrittore e l'autore del canale YouTube Venezia in un minuto
— A suo avviso, il governo è stato costretto a fare l'annuncio sul blocco dei grandi navi, che ha fatto il giro del mondo, solo perché c’è stato l'ultimatum dell'Unesco? Non ti sembra una decisione un po’ troppo frettolosa?
— Non posso fare una giusta successione degli avvenimenti... Quello che mi preoccupa di più è che, come ho già detto, proprio il sollievo di vedere che Venezia non è stata inserita nella “black list” produrrà dei ritardi negli interventi.
— Le autorità italiane hanno fatto passo in avanti, ma in quale direzione? L’unica soluzione sul tavolo sarebbe quella di Marghera che, come dicono gli esperti, metterebbe a rischio la riconversione di tutta l'area industriale?
— Tutti dicono che Marghera sarà una soluzione temporanea, però c’è il rischio che diventerà come il ponte dell'Accademia che quando fu costruito doveva essere momentaneo. Marghera può essere considerato come soluzione solo se a breve verrà presentato un progetto concreto che risolverà questo problema una volta per tutte.
— La crocieristica è una delle fonti primarie dell’economia turistica. Quali conseguenze potrebbe avere il blocco sulla filiera occupazionale? Secondo i giornali, i sindacati preparano la rivolta e quindi c’è l'altro lato della medaglia da prendere in considerazione…
— È chiaro che si stratta di una “rivoluzione” ma che non ha lo scopo di non far lavorare la gente. In realtà si tratta di riconvertire i posti del lavoro. Intanto il porto di Venezia può e deve diventare un porto per gli yacht. Non si capisce perchè Monte Carlo debba avere gli yacht e Venezia no. A mio avviso, Venezia può ospitare le navi meno grandi che portano un uguale indotto – i 20 yacht portano i soldi di una grande nave. Quindi, direi che sarebbe necessario assieme alla riconversione dell'attuale porto in porto di lusso pensare della creazione del porto litoraneo. Così diventano due e potranno creare i nuovi posti di lavoro.
— L’organizzazione internazionale con base a Parigi, oltre l'allontanamento delle crociere, chiede molto di più per la tutela di Venezia (politiche della residenza e contro il turismo di massa, difesa dell'ambiente, completamento del Mose). Sono, usando il lessico politico, i nodi ancora da sciogliere o ci sta già muovendo qualcosa?
— Il problema è che i livelli sulle quali bisogna agire sono molteplici: il Comune di Venezia, la Regione Veneto e il governo centrale. Sono le competenze che si sovrappongono e dovrebbero entrare in armonia tra di loro. Tutti questi problemi, mi pare, ci siano. Per fortuna, però, il Mose è entrato in funzione parzialmente e sembrerebbe funzionare. E questo già un grandissimo risultato.
Effettivamente sono molte cose da sciogliere ma sono le richieste che a me, veneziano medio, sembrano ragionevoli, normali e utili per la città. A meno che non la si voglia trasformare definitivamente in un museo, ma questo è un altro discorso…
- Che aria si respira adesso a Venezia? La città si sta piano piano risvegliando in vista della Mostra cinematografica?
- È chiaro che i problemi ci sono stati e ci sono. I danni del Covid ci sono ovunque e naturalmente anche a Venezia però la situazione sta migliorando. Si sta muovendo qualcosa sul piano turistico. Chiaramente in questo momento i turisti provengono maggiormente dall’Europa.
La Mostra del cinema ha annunciato la sua programmazione ed è riuscita fortunatamente a non rinunciare a nessuna delle sue edizioni e quindi non solo rimane la più antica del mondo ma anche la più resistente. So che paragonando agli altri Festival, sono state adottate delle misure molto rigide e quindi non ho nessun dubbio che sarà un bellissimo Festival con i bellissimi film tutti da godere!
L'opinione dell'autore potrebbe non coincidere con la posizione della redazione.
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