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Riforma Giustizia, Cartabia: “Un impegno con l’Ue e con gli italiani. Nessuna impunità”

© REUTERS / Pool / Guglielmo MangiapaneMarta Cartabia, ministra della Giustizia
Marta Cartabia, ministra della Giustizia - Sputnik Italia, 1920, 31.07.2021
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La Guardasigilli parla delle ore difficili di trattativa, delle norme transitorie per i processi di mafia e i reati gravi e delle bandierine della politica.
Adesso che il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all’unanimità al ddl di riforma del processo penale, prima parte dell’attesa riforma della giustizia in Italia, l’obiettivo del governo è di riuscire a votare e approvare alla Camera tra domenica e lunedì. Nel frattempo, la ministra Marta Cartabia, su Repubblica, racconta le ultime ore di “altissima” tensione tra le forze di maggioranza e spiega perché “non ci sarà impunità” nonostante il taglio dei tempi per i processi.
“È una riforma importante a vari livelli. Innanzitutto, perché si muove nella direzione di attuare principi costituzionali come la ragionevole durata del processo”, dice la Guardasigilli spiegando che l’eccessiva durata dei processi “è un problema del nostro Paese che dobbiamo risolvere” sia per i principi costituzionali, sia perché “lo dobbiamo ai nostri cittadini, che patiscono i danni di una giustizia lenta”.
Per la ministra “una giustizia che impiega troppo tempo non è giustizia. Neanche per l’accertamento dei fatti e delle responsabilità”.
Inoltre, ricorda Cartabia, “questa riforma è un impegno preso con l’Europa come condizione per ricevere i finanziamenti del Recovery fund”.

Un Cdm ad alta tensione

La ministra della Giustizia parla più volte nell’intervista delle ore difficili di trattativa tra le forze di governo e del fatto che fino all’ultimo c’è stato il timore di un nulla di fatto.
Marta Cartabia - Sputnik Italia, 1920, 29.07.2021
C’è l’intesa sulla riforma della giustizia, ok unanime del Cdm dopo una seduta fiume
Sul tema della giustizia “tutte le forze politiche hanno convinzioni radicate e punti da difendere molto forti. La posta in gioco era molta alta” e “la partita politica si preoccupava delle proprie bandierine, ignorando i contenuti della legge”.

I reati di mafia e il doppio binario

Sulle modifiche chieste, in particolare dal Movimento 5 stelle, sui tempi dei processi per reati gravi e legati alla mafia, Cartabia spiega che “è stato del tutto naturale prevedere da subito regole diverse”.
L’improcedibilità “era già esclusa per i reati puniti con l’ergastolo. I processi di mafia sono trattati con priorità anche per la presenza di imputati detenuti”.

Nessuna impunità

Cartabia ribadisce più volte poi che i timori per possibili aree di impunità non ci sono: “Nessuna zona di impunità. Assolutamente nessuna”, dice con forza.
“I termini che abbiamo messo sono raggiungibilissimi, alla luce dei dati statistici. Inoltre, tra le correzioni apportate da ultimo, ascoltando le richieste dei magistrati, c’è quella di prevedere un regime transitorio che ci consente di arrivare gradualmente agli obiettivi da raggiungere, che sono quelli fissati dalla legge Pinto per la ragionevole durata del processo. Quindi la nostra legge non produce alcuna zona di impunità”.
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