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Eutanasia legale, la raccolta firme a favore del referendum raggiunge le 250mila firme

Eutanasia - Sputnik Italia, 1920, 30.07.2021
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Legalizzare l’eutanasia. Questo è il tema su cui è partita una settimana fa la raccolta di firme con lo slogan “La mia vita appartiene a me”.
C’è tempo fino al 30 settembre ma in meno di un mese dalla partenza si è già raggiunta e superata la metà (250 mila) delle firme richieste per convocare il referendum. Lo ha annunciato il comitato promotore per il referendum eutanasia legale con un comunicato stampa e il leader Marco Cappato sui suoi canali social.
Inoltre, pochi giorni fa le commissioni Affari costituzionali e Ambiente hanno approvato all’unanimità la proposta di emendamento sulla raccolta firme per i referendum in modalità digitale, tramite identità digitale (Spid) e carta d'identità elettronica (Cie).
Per parlare di questo argomento delicato Sputnik Italia ha raggiunto Marco Gentili, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, realtà attiva a livello internazionale a tutela del diritto alla scienza e alla salute e Lorenzo Mineo, Coordinatore per l’Associazione Luca Coscioni della campagna #DemocraziaNegata.
© Foto : Ufficio stampa Associazione Luca CoscioniLorenzo Mineo
Lorenzo Mineo - Sputnik Italia, 1920, 30.07.2021
Lorenzo Mineo
— Lorenzo, la raccolta firme in formato digitale è già una pratica comune in quasi tutta l’Unione europea e in alcuni paesi, come per esempio la Germania, le firme digitali sono valide anche per la presentazione dei nuovi partiti alle competizioni elettorali nazionali e europee. Perché in Italia la norma è arrivata con notevole ritardo? Quali sono stati gli ostacoli principali?
— Qui non c'entra soltanto il ritardo dell’Italia nella digitalizzazione delle attività, ma un problema storico del nostro paese sul rispetto di generalizzato carico burocratico e, cosa molto peggiore, delle regole di democrazia e Stato di Diritto. Non L’Italia resta primo paese in Europa per procedure d’infrazione ed è tra i primi per sentenze da parte della Corte europea sui diritti umani.
Nel 2019 con il caso Staderini-De Lucia contro Italia, le Nazioni Unite hanno condannato la Repubblica italiana per violazioni del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, a causa degli ostacoli alla raccolta delle firme sugli strumenti di democrazia diretta. Abbiamo impiegato due anni per approvare la firma elettronica, mentre per la parte cartacea c’è ancora molto da fare: basterebbe dare ai comitati promotori di assumersi la responsabilità di indicare chi autentica le firme al posto della procedura discriminatoria sugli autenticatori che concede tale competenza solo a specifiche figure.
— Potrebbe spiegare come funzionerà la piattaforma che consentirà di sottoscrivere i referendum con la firma digitale?
— L’emendamento adottato prevede una norma transitoria per cui i comitati promotori possono raccogliere -senza alcuna necessità di intervento da parte di organismi pubblici- le firme per referendum e iniziative popolari con una piattaforma predisposta da ente certificatore convenzionato con l’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid); il Comitato promotore può effettuare la raccolta attraverso un applicativo web che prevede l’uso universale della firma elettronica qualificata per firmare la richiesta di indizione di un referendum. In pratica, l’ente convenzionato effettuerà l’identificazione del firmatario tramite Spid, Cie o identificazione remota per poi garantire il servizio di firma del documento con firma elettronica qualificata, oltre all’archiviazione dei documenti firmati. Sarà svolta anche una verifica preventiva che il firmatario non abbia già firmato la richiesta.
Dal 2022 sarà realizzata un’apposita piattaforma governativa per questo uso che dunque diventerà l’unico spazio digitale per la firma dei referendum.
© Foto : Ufficio stampa Associazione Luca CoscioniMario Staderini e Marco Gentili
Mario Staderini e Marco Gentili - Sputnik Italia, 1920, 30.07.2021
Mario Staderini e Marco Gentili
— Marco, l’emendamento al dl Semplificazioni è stato approvato nonostante il parere contrario del governo e della Chiesa. Come siete riusciti a portare la vostra battaglia avanti?
— Si tratta di una decisione storica di una riforma epocale che offre la possibilità di firmare digitalmente, attraverso Spid o altri tipi di firma elettronica, referendum e leggi di iniziativa popolare. A onor del vero l’opposizione era degli “esperti” del Ministero della Giustizia, e se ci siano state pressioni del Vaticane per ostacolare il referendum eutanasia potrebbe essere una speculazione, quel che è certo è che ha prevalso la volontà di codificare la transizione verso una democrazia digitale e la Commissione Affari Costituzionali ha approvato all’unanimità la misura mandando sotto il Governo.

Si tratta di una vittoria che parte da lontano ed è stato grazie all’impegno di molte persone a fare la differenza: i ricorsi all’ONU di Mario Staderini che hanno imposto all’Italia di rimuovere i “irragionevoli ostacoli” alla raccolta firme previsti da una legge del 1970 quando internet non era neanche una parola, una lettera/appello al Ministro Colao del co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni Marco Gentili sottoscritta da oltre 3000 cittadini, il lavoro in Parlamento di Riccardo Magi che ha convinto i colleghi a firmare prima e approvare poi l’emendamento. Nelle ultime ore di dibattito abbiamo anche lanciato un digiuno condotto da 25 persone per chiedere che la norma venisse approvata a favore di tutta la popolazione e da subito in difesa della Costituzione e degli obblighi internazionali della Repubblica italiana per come comunicato dalle Nazioni Unite.

— È una conquista importante per la legalizzazione dell’eutanasia e per il coinvolgimento delle persone che si trovano in condizioni di malattia e grave disabilità?
— È una conquista importante per la democrazia prima di tutto! Negli ultimi 10 anni, solo i grandi partiti e sindacati hanno potuto presentare referendum, gli unici che hanno a disposizione migliaia di autenticatori, oppure pubblici ufficiali che possono autenticare le firme, altrimenti altri movimenti che hanno potuto godere di ampia visibilità nei media.
Eutanasia - Sputnik Italia, 1920, 25.06.2021
In Spagna la legge sull’eutanasia è entrata in vigore
Con il digitale si supera questo il meccanismo discriminatorio dell’autentica, oltre che gli ostacoli previsti da una legge di oltre 50 anni fa, come la vidimazione dei moduli e le procedure vessatorie per la certificazione delle firme, e si evita, qualora dovesse peggiorare la situazione sanitaria, di dover uscire di casa per “fare politica”. La proposta iniziale di ampliamento alla firma digitale era destinata a persone con disabilità poi ha prevalso il buon senso e ora è una norma generale. Nessuno si era posto il problema per esempio di chi risiede all’estero. Adesso viene finalmente restituita loro la possibilità di sottoscrivere le proposte referendarie.
L'obiettivo dell’Associazione Luca Coscioni è quello di raccogliere 500 mila adesioni entro il 30 settembre per proporre un quesito referendario e abrogare parzialmente la norma così da garantire la "disponibilità della vita" e l'autodeterminazione individuale. I tempi si stringono, secondo Lei, è una cosa fattibile? Il contributo degli influencer come Ferragni e Fedez vi aiuta ad attirare l’attenzione a questa questione delicata?
— Ad oggi abbiamo raccolto oltre la metà delle firme necessarie se riusciremo a mantenere questo ritmo anche ad agosto l’obiettivo è alla portata. Dovunque si allestisca una postazione di raccolta si formano code a conferma dei sondaggi che da anni su questo tema ci dicono che i cittadini sono d’accordo perché colgono le istanze di libertà che il “fine vita” implica e perché comprendono che quando in condizioni di malattia incurabile, oppure e sofferenze insopportabili si deve poter essere messi nelle condizioni di scegliere senza andar incontro a sanzioni penali per chi concorre al rispetto delle dichiarazioni anticipate di fine trattamento.
Siamo grati a chi si unisce nel rilanciare la richiesta di firme, come Chiara Ferragni o Fedez perché per ora i media ufficiali e nazionali non hanno ritenuto di voler informare sul merito del quesito o sulla campagna raccolta firme. A questa mancanza stanno sopperendo i social anche perché chi firma o si mette a disposizione ci tiene a far sapere ai propri contatti di essere parte militante a questa battaglia di civiltà.
Marco Cappato - Sputnik Italia, 1920, 17.06.2021
Referendum pro-eutanasia, inizia la fase della raccolta firme
L’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica
Fondata nel 2002 da Luca Coscioni, un economista affetto da sclerosi laterale amiotrofica scomparso nel 2006, è un’associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità l'affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l'abbattimento della barriera architettoniche, le scelte di fine vita, la ricerca sugli embrioni, l'accesso alla procreazione medicalmente assistita, la legalizzazione dell'eutanasia, l'accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.
L'opinione dell'autore potrebbe non coincidere con la posizione della redazione.
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