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Centinaia di video con UFO: tensioni tra Pentagono e ufologi

© Foto : Pubblico dominioIl Pentagono, il quartier generale del Dipartimento della difesa statunitense.
Il Pentagono, il quartier generale del Dipartimento della difesa statunitense. - Sputnik Italia, 1920, 30.07.2021
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“Si muoveva a una velocità ipersonica, prevedeva il movimento degli altri oggetti volanti”. “Uno strano cubo è comparso proprio in mezzo ai caccia”. “Va contro le leggi della fisica”.
Così i piloti dell’aeronautica militare statunitense descrivono gli incontri ravvicinati con gli UFO o, come li chiamano oggi, con “fenomeni aerei non identificati”. Mentre prima erano in pochi a prendere sul serio i racconti dei testimoni di incontri con gli extraterrestri, oggi, se le dichiarazioni sono rese da militari, le autorità sono costrette ad entrare in azione. In verità, la tanto attesa relazione del Pentagono, invece di dare risposte, non ha fatto altro che alimentare nuove domande. Una su tutte: che tipo di fenomeno è se nemmeno i militari non sono in grado di identificarlo? Oppure non vogliono farlo?

“Ci guardano come se fossimo ritardati”

“Sì! Quando ero piccolo si parlava soltanto degli UFO”, ricorda Alan Harper. È cresciuto negli anni ’90 nel Missouri, dove nel 1941 pare che si fosse schiantato un oggetto volante misterioso con due strane creature a bordo. La leggenda vuole che i corpi degli extraterrestri fossero stati prelevati dai militari. Le macchine fotografiche dei testimoni oculari furono confiscate.
Durante l’infanzia di Alan si sviluppò una vera e propria sub-cultura di tutto ciò che è extraterrestre. Il film “E.T. l’extraterrestre” rese Stephen Spielberg uno dei più famosi registi al mondo, “Aliens” divenne un film che sbancò il botteghino. A coronare il genere vi fu poi la serie culto “X-Files” con la sua tagline “La verità è là fuori”.
Personalità del decennio è senz’altro Bob Lazar che, pare, avesse lavorato presso le strutture segrete del Pentagono dove i militari studiano i dischi volanti. I talk show sugli extraterrestri erano parte integranti dei palinsesti TV e gli entusiasti da tutto il mondo puntavano i telescopi verso il cielo notturno con la speranza di vedere qualcosa e non identificarlo.
Crescendo, Alan si è dimenticato del suo hobby infantile. Ma quando alla metà degli anni 2010 il Pentagono pubblicò un video girato dalle telecamere di alcuni aerei che avevano identificato strani oggetti volanti il suo interesse si manifestò di nuovo:
“Ho cominciato a volere delle risposte”. Alan studiò le testimonianze dei testimoni e le registrazioni video. “Comparvero molte strane teorie. Anche se il tema è così folle che è difficile dire quali ipotesi siano verosimili e quali no”.
Secondo Alan, tra le ipotesi poco verosimili vi sono i racconti di Lazar secondo i cui i militari sarebbero in grado di copiare le tecnologie in uso presso i dischi volanti. Alan non crede nella cooperazione tra governo statunitense ed extraterrestri e nemmeno nel fatto che sul lato non visibile della Luna vi sia una base segreta.
Non si capisce nemmeno se abbia senso parlare di abitanti di altri pianeti simili alla Terra. “Credo che l’ipotesi di una loro origine extradimensionale sia più verosimile”, spiega l’americano. Sebbene anche questa teoria sia per lui causa di dubbi: probabilmente questi oggetti sono mezzi militari russi o cinesi. “E poi, una volta che i dischi caddero, trovarono i corpi”, ecco che Alan torna a questo aneddoto di fantasia. “Esistono centinaia di video e foto ad alta qualità, dati raccolti da satelliti, radar, ma il Pentagono non pubblico tutto”.
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Il nostro interlocutore preferisce non condividere con persone esterne le proprie opinioni ufologiche. “Vi sono numerose communities su Internet in cui è possibile discutere di questi argomenti. Ma, sapete, anche se si presentano migliaia di prova, continuano comunque a considerarti un ritardato. Anche se, a dirla tutta, a me questo non interessa. So che gli UFO esistono”.
Seth Shostak, astronomo americano e attivo partecipante a molti talk show sul tema UFO, è comprensivo nei confronti di questa ostinazione: “Quando sai qualcosa che la scienza non conosce, ti senti superiore”. Ad ogni modo lo scienziato non nega la possibilità di una vita extraterrestre. Il programma di ricerca SETI per il quale lavora Shostak si occupa proprio della ricerca di segnali provenienti da civiltà extraterrestri.

“Cerchiamo di carpire ciò che probabilmente qualcuno ci sta inviando. Sono convinto che nello spazio siano molti i pianeti su cui esiste la vita, anche se non sviluppata. Una vita che non creerà opere particolarmente elevate e non costruirà un radiotrasmettitore. Ma solo nella nostra galassia esistono 200 miliardi di stelle e probabilmente migliaia di miliardi di pianeti. È un numero impressionante! E se soltanto sulla Terra accadesse qualcosa di interesse, significherebbe che noi siamo un miracolo. Ma dopotutto la scienza insegna a non credere ai miracoli, no?”.

SETI non è di certo l’unico programma a studiare fenomeni aerei inspiegabili. Un altro player del settore è la nota società To The Stars alla costituzione della quale ha partecipato Tom DeLonge (ex chitarrista e solista del gruppo Blink 182).
La popolarità del gruppo coincise con il coinvolgimento nazionale ai temi dell’ufologia che interessò lo stesso DeLonge sin dalla sua infanzia. Nel 2017 DeLonge e altri 11 entusiasti si occuparono di analizzare le registrazioni pubblicate dal Pentagono. In un’intervista il cantante scherzò sul fatto di essere fatto appositamente per quel lavoro.

Testimoni pazzi

Sono numerosissime le testimonianze di avvistamenti extraterrestri nel passato. Ma la moderna ufologia nasce il 24 giugno 1947 quando il pilota americano Kenneth Arnold, in sorvolo sul Parco nazionale del Monte Rainier nello stato di Washington, osservò in cielo 9 oggetti simili a un piatto.
Dopo alcune settimane una rivista dello stato del New Mexico riferì che i militari avevano scoperto un disco volante caduto al suolo. Gli americani volsero dunque lo sguardo al cielo ed entro la fine dell’anno in tutto il Paese si contarono ben 850 avvistamenti di oggetti volanti.
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Nel decennio successivo gli extraterrestri cominciarono a “interagire con gli umani”. Ad esempio, il meccanico Truman Bethurum fu prelevato da una navicella spaziale proveniente dal pianeta Clarion e capitanata dalla bella Aura Rhanes. A causa della ossessione del meccanico con la ragazza extraterrestre l’uomo divorziò dalla moglie. Ma da quel momento sempre più persone cominciarono a parlare di extraterrestri. Alcuni raccontarono di aver persino avuto rapporti sessuali con queste creature, altri di aver perso degli organi perché rimossi dagli extraterrestri, altri ancora di aver visto qualcosa di inspiegabile.
L’aeronautica militare statunitense cominciò le attività di ricerca negli anni ’50 con il progetto Blue Book. Tra il 1947 e il 1969 furono rilevati 12.618 oggetti inconsueti dei quali 701 rimasero non identificati.
Tuttavia, gli scienziati non trovarono prove dell’origine extraterrestre e non li considerarono una minaccia alla sicurezza nazionale. Non rilevarono nemmeno tecnologie eventualmente sconosciute ai terrestri. L’indagine fu chiusa nel 1985.
Gradualmente i testimoni di avvenimenti extraterrestri vennero considerati degli squilibrati. Questo approccio fu alimentato anche dalle storie spirituali di sette come Heaven’s Gate i cui membri commisero un suicidio di massa in attesa della venuta sulla Terra degli extraterrestri. Un esempio lampante dello stigma fu lo psichiatra di Harvard John Mack il quale riteneva che bisognasse credere alle parole di un testimone. Per poco non venne radiato, ma il messaggio era chiaro: le persone “serie” facevano meglio a non credere agli UFO.
Tuttavia, nel 1990 il 27% degli americani credeva che gli extraterrestri visitassero la Terra. Dieci anni dopo a crederlo era il 33% degli americani e nel 2015 il 45%.
Dopo un periodo di silenzio, a inizio secolo l’interesse per gli UFO si manifestò nuovamente: nel 2016 uscì la nuova stagione di X-Files. Hillary Clinton promise di rivelare i segreti governativi qualora fosse diventata presidente. Ad alimentare le voci della presenza di eventuali segreti fu Barack Obama. In uno show gli ricordarono che Bill Clinton una volta avesse ammesso di non aver mai trovato alcuna conferma degli UFO negli archivi segreti. “Per il protocollo dobbiamo rispondere così”, scherzò Obama.
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Una tecnologia per noi ancora inarrivabile

Tuttavia proprio durante il governo Obama si svolse il programma AATIP (Advanced Aerospace Threat Identification Program) guidato dalla DIA (Defense Intelligence Agency). Tra il 2007 e il 2012 furono spesi per il progetto circa 22 milioni di dollari.
© Sputnik . Vitaly PodvitskyIl Pentagono ha stanziato 20 mln $ per la ricerca di alieni
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Il direttore di AATIP Luis Elizondo entrò in seguito nella società To The Stars e divenne ospite fisso di diversi talk show sul tema.
“Il governo USA sostiene che gli UFO esistono”, conclude Elizondo, agente della intelligence son 20 anni di esperienza in Afghanistan e Medio Oriente. “L’obiettivo di AATIP era di raccogliere e analizzare informazioni su oggetti volanti anomali. Sì, sembra quasi che io abbia perso il senno, ma è la verità”.
Dopo la chiusura del programma comparve nuovo materiale degno di indagine. L’ex pilota dell’aeronautica militare statunitense Ryan Graves avvistò più volte qualcosa di strano durante i suoi voli sull’Hornet nei pressi della costa del Virginia nel 2014. “Vidi oggetti simili ogni giorno per almeno 2 anni. Era un cubo all’interno di una sfera, i suoi angoli sporgevano verso l’esterno”.
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I piloti effettivamente possono vedere delle illusioni ottiche. “Ma era qualcosa di diverso. Pensammo per lungo tempo che fossero dei droni. Ma una volta qualcosa per poco non causò un incidente: uno di questi cubi passò in mezzo a due caccia”, ricorda Graves.
Un oggetto volante simile di forma ovale senza tubo di scappamento fu avvistato nel 2015 sulla costa della Florida. “Guarda là! Wow… Si muove controvento e il vento soffia a 120 nodi”, si sente nella registrazione della cabina di pilotaggio.
È difficile da spiegare, sostiene Graves. “Questi oggetti si muovono ma, francamente, non capisco cosa siano”. Il pilota sospetta che possano essere opera dell’intelligence di altri Paesi.
I testimoni di un altro noto avvistamento non ne parlarono per molto tempo. Nel novembre del 2004 Alex Dietrich e David Fravor stavano volando sopra il mare non lontano da San Diego. Durante l’intera settimana di addestramenti i geolocalizzatori presenti sulla portaerei Princeton registrarono all’orizzonte dei “mezzi di trasporto aerei anomali” che scendevano di quota di 250 km in meno di un secondo.
Anche Dietrich e Fravor notarono qualcosa di voluminoso e bianco sulla superficie dell’acqua.
“Inizialmente l’oggetto si muoveva in cerchi e poi cominciò a copiare specularmente le mie manovre: io salivo, lui scendeva”, raccontava Fravor. “Sapeva che eravamo lì”. Secondo i piloti, l’oggetto aveva le dimensioni dell’Hornet ma non aveva ali o tubi di scappamento. “Poi si fermò direttamente davanti a noi e scomparve improvvisamente”.
Non riuscivamo a starci dietro né con le parole né con i nostri pensieri né con il nostro collegamento radio. Provavamo a dare una spiegazione: forse è un elicottero, forse un drone”, precisava Dietrich. “Ma poi scompariva”. L’oggetto rimaneva vicino ai caccia per circa 5 minuti e un secondo dopo la sua scomparsa i radar della Princeton la registravano a 40 km dagli Hornet.
“Se fossi stata da sola, penso che non ne avrei mai parlato perché sarei sembrata una pazza”, ammette Dietrich. Ma i piloti disorientati descrissero l’accaduto in una relazione indirizzata ai loro dirigenti.
Chad Underwood fu non soltanto uno dei primi piloti ad aver visto questo oggetto, ma riuscì anche a registrarlo in video. “Mi stupì il modo in cui si muoveva senza un ordine preciso: cambiava quota e velocità. Non è normale secondo le leggi della fisica”.
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“Prima di raggiungere questo livello tecnologico ci servirebbero 100 o addirittura 1000 anni. Rispetto a un tale oggetto siamo indifesi”, osserva Shawn Cahill che si trovava sulla Princeton. “L’oggetto si muoveva a una velocità ipersonica e pareva che prevedesse i movimenti dei piloti e li superava”.

Relazione dai militari

Il programma AATIP non riuscì a gettare luce su questi incidenti. Nel 2017 Elizondo si rivolse ai giornalisti.
Dopo alcune pubblicazioni su grandi giornali la situazione suscitò l’interesse del senatore Marco Rubio. Nell’agosto del 2020 il Pentagono dovette ammettere l’esistenza di un nuovo programma di ricerca di fenomeni aerei non identificati e nel mese di dicembre il comitato per l’intelligence del Senato richiese di prendere visione delle relazioni di questo programma.
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La richiesta ebbe una grande copertura mediatica, ma la relazione in sé non godette di grande copertura. Infatti, le 9 pagine di report, accessibili al pubblico, non contenevano nulla di nuovo. “Non possiamo spiegare cosa fosse”, conclusero i militari autori del report.
“È chiaramente una delusione”, sospira Alan Harper. Ma questo è soltanto il primo passo. Ora il Pentagono è tenuto ad avere un atteggiamento più serio nei confronti delle comunicazioni relative agli UFO e ad analizzare ogni singolo caso.
Agli ufologi non resta che sperare che questa volta la moda degli extraterrestri duri più a lungo e che possibilmente nei prossimi report vi siano più risposte. Ma per ora la verità è ancora là fuori.
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