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Automotive, Cgil chiede un incontro con Draghi. Landini: "Licenziamenti da Far West"

© Foto : CGIL Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni
Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni - Sputnik Italia, 1920, 30.07.2021
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La Cgil chiederà al governo di far ritirare le procedure di licenziamento, politiche industriali e provvedimenti straordinari per gestire i processi di riorganizzazione che sta vivendo il settore.
La Cgil lancia l'allarme sul processo di riorganizzazione del settore automotive che durerà anni e che con lo sblocco dei licenziamenti ha inaugurato "il far west" delle procedure di chiusura degli stabilimenti. Il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, a margine dell'assemblea generale della federazione toscana, a Firenze, ha annunciato di aver richiesto un incontro con Mario Draghi.
"Abbiamo chiesto un incontro al presidente del Consiglio per essere in grado di poter fare un'operazione anche di politica industriale perché le aziende, che in modo da far west hanno aperto procedure di chiusura degli stabilimenti, sono tutti nel settore automotive", ha dichiarato.
Landini ritiene necessario che su questo settore si "faccia un provvedimento straordinario" e che allo stesso tempo "si apra un tavolo di trattativa" per gestire sia sul piano dell’occupazione sia sul piano dell’innovazione e degli investimenti, "un processo che durerà diversi anni, quindi è chiaro che su questo noi rivendichiamo che ci sia una risposta".
"Chiediamo al Governo che a partire dalle vertenze più importanti convochi quei tavoli e faccia ritirare le procedure di licenziamento per poter aprire una discussione di merito - ha concluso Landini - Non è accettabile non solo per i lavoratori ma anche per il nostro Paese, che multinazionali o fondi, pensino di poter agire in questo modo".
L'annuncio di Landini arriva durante la giornata di scioperi dei metalmeccanici nell'ambito della mobilitazione indetta da Fim-Fiom-Uilm "Il lavoro non si tocca".

I licenziamenti nell'automotive

Della questione delle riorganizzazioni nel settore dell'automotive e dei conseguenti licenziamenti dopo la fine del blocco, aveva parlato la segretaria generale di Fiom, Francesca Re David, in un'intervista rilasciata a Sputnik Italia.
"Il governo ha sbagliato a sbloccare i licenziamenti. Noi abbiamo detto in tutti i modi che questo avrebbe innescato una serie di licenziamenti non per crisi ma per processi di riorganizzazione delle imprese collegati a quello che sta avvenendo nel mondo, in particolare in alcuni settori come quello dell’automotive", aveva dichiarato Re David, mettendo in evidenza come nel settore i licenziamenti non avvengono "per crisi ma per fare maggiori profitti, riorganizzazione e perché possono farlo liberamente".
All'indomani dello sblocco, aziende come Giannetti ruote, Gkn e Timken hanno annunciato la chiusura degli stabilimenti e il licenziamento di centinaia di lavoratori.
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