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Si allungano i tempi per il cloud nazionale, ma i Big Tech esteri resteranno esclusi

© Fotolia / BillionPhotos.comLe tecnologie che permettono usare l'Internet
Le tecnologie che permettono usare l'Internet - Sputnik Italia, 1920, 29.07.2021
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Coinvolti solo per la parte tecnica e non per la gestione dei dati della Pubblica amministrazione. In corsa Aruba-Almaviva, e la cordata Cdp, Sogei, Tim e Leonardo.
Una “nuvola” che accolga i dati informatici della Pubblica amministrazione italiana, gestita da operatori italiani con i partner stranieri coinvolti solo per la parte tecnica.
È questo l’obiettivo del Polo strategico nazionale (Psn), previsto dal Pnrr, per cui il governo ha aperto un bando che vede due cordate candidate al progetto: Aruba-Almaviva e la cordata con Cassa depositi e prestiti, Leonardo, Sogei e Tim.
Un cloud sovrano per cui sono stati stanziati 900 milioni di euro: il bando prevedeva la presentazione delle offerte entro il 30 giugno, ma a causa dei timori legati alla cybersicurezza e gli approfondimenti tecnico-legali, il termine slitterà probabilmente dopo l’estate.

I Big Tech fuori dal progetto

L’obiettivo prioritario delle indagini di queste settimane è quello di escludere il ruolo diretto delle grandi aziende americane come Google e Microsoft nella gestione dei dati.
I colossi Usa, infatti, sono soggetti dal 2018 al rispetto del “Cloud Act”, attraverso il quale il Senato americano ha il diritto di conoscere dati e informazioni gestite da operatori Usa, anche all’estero.
Google e Microsoft, quindi, potrebbero entrare nel progetto come venditori di servizi o partner di sviluppo.
Le grandi aziende americane stanno già sviluppando nuovi sistemi di crittografia da vendere per mantenere il ruolo di leadership nel settore anche solo come fornitori.
Queste nuove chiavi di sicurezza sarebbero violabili soltanto con computer quantistici non ancora disponibili.

Cosa è il Psn

Il Psn sarà un'infrastruttura dedicata in cloud, costruita sul territorio italiano, seguendo i maggiori standard di sicurezza, dedicata ai dati e ai servizi della P.A.
“Il nostro obiettivo è di avere, entro il 2026, il 75% della Pubblica Amministrazione che utilizzi cloud pubblici, ma di avere anche dati in sicurezza”, ha detto di recente Vittorio Colao, ministro dell'Innovazione tecnologica e della Transizione digitale.
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