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Senatori repubblicani invitano Biden a negare il visto al neopresidente iraniano Raisi

© REUTERSEbrahim Raisi
Ebrahim Raisi - Sputnik Italia, 1920, 29.07.2021
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Il presidente eletto iraniano potrebbe vedersi negato il visto dagli Stati Uniti per partecipare all'Assemblea dell'ONU di New York.
I senatori repubblicani Tom Cotton, Ted Cruz, Chuck Grassley, Rick Scott, Marco Rubio e Marsha Blackburn hanno esortato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden a impedire al presidente eletto iraniano, Ebrahim Raisi, di entrare negli Stati Uniti per prendere parte ai lavori dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

In una lettera scritta martedì al presidente degli Stati Uniti, i senatori hanno definito Raisi un "violatore dei diritti umani" che "sostiene costantemente la punizione disumana contro il popolo iraniano" e hanno anche affermato che il presidente eletto dell'Iran "ha continuato a sottoporre il popolo iraniano a persecuzioni extragiudiziali, torture ed esecuzioni".
"Ebrahim Raisi dovrebbe essere sanzionato secondo la legge statunitense. Se l'Assemblea generale delle Nazioni Unite manterrà i suoi piani attuali per consentire la presenza di alcune persone, la Casa Bianca dovrebbe negare a Raisi e ad altri leader iraniani i visti per partecipare", scrivono i senatori.
I repubblicani hanno fatto riferimento a quello che descrivono come un "forte precedente" per negare il visto di ingresso a un leader straniero, citando principalmente casi che coinvolgono cittadini iraniani.
Le accuse dei senatori si basano sul presupposto che il presidente eletto iraniano abbia fatto parte di una cosiddetta Commissione della morte del 1988, accusata di aver ordinato l'arresto e l'esecuzione di migliaia di oppositori politici di Teheran all'epoca, circostanza che viene negata fermamente dalla Repubblica islamica.

Al momento attuale, il presidente americano Joe Biden non ha commentato le richieste dei senatori.

I precedenti

Nell'avanzare la propria proposta, i membri del partito repubblicano si sono appellati ad alcuni precedenti avvenuti negli Stati Uniti negare i visti a funzionari stranieri che tentano di partecipare a eventi diplomatici, in particolare all'ONU.

Nel 2014, l'ambasciatore iraniano Hamid Aboutalebi, che sarebbe stato coinvolto nel prendere in ostaggio diplomatici americani nel 1979, non era stato autorizzato a entrare negli Stati Uniti dall'amministrazione Obama.
Nel 2020, un visto statunitense è stato negato al ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, che in quel momento avrebbe dovuto intervenire al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Anche i diplomatici russi assegnati all'ONU hanno dovuto affrontare problemi di visto quando hanno cercato di partecipare agli eventi delle Nazioni Unite, così come il capo della delegazione russa, Konstantin Vorontsov, quando avrebbe dovuto prendere parte a una riunione del Comitato delle Nazioni Unite per il disarmo.

La legislazione Onu

Nel 2019, a decine di membri della delegazione russa per l'Assemblea generale delle Nazioni Unite è stato negato il visto, con Washington che ha affermato di non aver fornito i documenti necessari in tempo, circostanza che è stata condannata dalla Russia

Tali atti sono stati da più parti criticati e definiti una violazione dell'accordo ONU-US sede del 1947, che prevede che gli Stati Uniti consentano a funzionari stranieri di entrare nel paese che ospita la sede delle Nazioni Unite.

In particolare, la Sezione 11 dell'Accordo stabilisce che "le autorità federali, statali o locali degli Stati Uniti non imporranno alcun impedimento al transito da o verso la sede del distretto [...] dei rappresentanti dei membri o dei funzionari delle Nazioni Unite".

Inoltre, secondo la Sezione 13, le leggi statunitensi "in materia di ingresso di stranieri non devono essere applicate in modo tale da interferire con i privilegi di cui alla Sezione 11".
"Quando i visti sono richiesti per le persone di cui a tale sezione, sono concessi gratuitamente e nel minor tempo possibile", si legge nel documento.
Il capo della magistratura iraniana Ebrahim Raisi arriva per tenere un discorso dopo aver registrato la sua candidatura alle elezioni presidenziali iraniane, al ministero dell'Interno nella capitale Teheran, il 15 maggio 2021, in vista delle elezioni presidenziali previste per giugno.  - Sputnik Italia, 1920, 30.06.2021
Raisi complica i disegni di Biden, costringendolo a passare all’offensiva

L'elezione di Raisi

Ebrahim Raisi è stato proclamato vincitore delle elezioni presidenziali iraniane di giugno, la cui validità è stata rapidamente messa in discussione dagli Stati Uniti.
Teheran, tuttavia, ha bollato le critiche degli Stati Uniti alle elezioni iraniane come "ingerenza", osservando che Washington "non ha l'autorità per esprimere opinioni sulle elezioni in altri paesi".

Raisi, ex giudice capo con legami con il clero e leader supremo religioso del Paese, dovrebbe assumere l'incarico il prossimo cinque 5 agosto.
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