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Patrick Zaki scrive dal carcere alla fidanzata: "Non sono ottimista, situazione sempre peggiore"

© Foto : Social mediaPatrick George Zaki, ricercatore presso l'Università di Bologna
Patrick George Zaki, ricercatore presso l'Università di Bologna - Sputnik Italia, 1920, 29.07.2021
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La lettera, consegnata ai genitori, si conclude con una frase scritta in italiano dall'attivista: "Combatterò finché non potrò tornare a studiare a Bologna".
Dal carcere egiziano di massima sicurezza, in cui è rinchiuso dal febbraio 2020, Patrick Zaki ha scritto una lettera alla fidanzata in cui esprime il suo pessimismo per la sua condizione, che "peggiora ogni giorno di più".
La missiva, scritta in arabo, è stata consegnata mercoledì ai genitori, che sono andati a visitarlo in carcere. Successivamente il testo è stato tradotto in inglese e italiano e pubblicato sulla pagina Facebook "Patrick Libero".
Zaki afferma di essere determinato ad andare avanti "con maggiore determinazione".
"So che nei nostri sogni più sfrenati - scrive alla fidanzata - non avremmo mai potuto immaginare questo scenario e da quando sono partito per Bologna abbiamo fatto così tanti progetti, il primo dei quali è che tu venga a trovarmi per girare l'Italia insieme".
Aggiunge subito che "questo non accadrà presto" poiché "la mia situazione sta peggiorando di giorno in giorno", spiega.
L'attivista fa sapere che le indagini sono riprese e che presto potrebbe esserci un processo.
Questa prospettiva è "molto peggio di quanto mi aspettassi", osserva.
"Dopo un anno e mezzo, non potevo fare a meno di pensare che avrò presto la mia libertà, ma ora è chiaro che non accadrà presto", afferma con preoccupazione Zaki.
La lettera si conclude con una frase in calce, scritta in lingua italiana: "combatterò finché non tornerò a studiare a Bologna".

Il caso Zaki

L'egiziano Patrick George Zaki, trentenne studente dell'Università di Bologna, è stato arrestato in Egitto tra il 7 e l'8 febbraio del 2020. Al suo arrivo in aeroporto al Cairo si sono perse le sue tracce per 24 ore. Soltanto dopo è stata diffusa la notizia del suo arresto.
Zaki è accusato di minacciare la sicurezza nazionale. Tra le imputazioni a suo danno anche l'accusa di propaganda sovversiva su Facebook, definita fake news dai legali del ragazzo.
Nonostante il lungo periodo trascorso in carcere, il processo nei suoi confronti non è mai iniziato, e le udienze a suo carico sono state sistematicamente rinviate ogni 45 giorni.
Lo scorso 7 luglio la Camera ha dato il via libera con 358 voti a favore e 30 astenuti per riconoscere la cittadinanza italiana a Patrick Zaki. Un passo fondamentale per ottenerne la liberazione.
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