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Otto anni fa la scomparsa di padre Dall’Oglio in Siria. La famiglia si appella a Draghi

© FotoPadre Dall'Oglio
Padre Dall'Oglio - Sputnik Italia, 1920, 29.07.2021
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E il fratello Giovanni chiede a chiunque abbia notizie del gesuita rapito a Raqqa di parlare per far conoscere la verità.
Era il 29 luglio del 2013 quando in Siria, a Raqqa, si persero le tracce di padre Paolo Dall’Oglio, padre gesuita da trent’anni attivo nell’area.
Ad otto anni dalla scomparsa i familiari lanciano un appello al governo italiano, al premier Mario Draghi e alla direttrice del Dis Elisabetta Belloni affinché si conosca la verità sul missionario.
"Sono passati otto anni e da allora non c'è nessuna notizia confermata, un'esigenza di verità che si fa sempre più stringente – ha detto la sorella Francesca ad Aki - Adnkronos International”.
Le fa eco il fratello Giovanni, che opera in Uganda, che chiede a chiunque sappia qualcosa di parlare perché "dopo tanti anni passati a celebrare questa brutta ricorrenza non abbiamo ancora avuto né prove che sia vivo né che sia morto".

Le piste seguite in otto anni

Tra le ipotesi sulla scomparsa si sono susseguite negli anni voci discordanti: si parlava di un rapimento per mano dell’Isis o formazioni jihadiste, di un’esecuzione con il corpo nelle fosse comuni di Raqqa, o ancora di una sparizione legata alle critiche al governo di Bashar al-Assad.
Padre Dall’Oglio era noto in Siria per aver rifondato negli anni Ottanta la comunità monastica cattolico-siriaca Mar Musa (Monastero di san Mosè l'Abissino), a nord di Damasco.
Si era impegnato con successo nel dialogo interreligioso e aveva mantenuto un rapporto di collaborazione con il regime di Assad.
Dopo lo scoppio della rivolta, sfociata poi in guerra, a marzo del 2011, aveva iniziato a criticare il governo di Damasco ricevendone una minaccia di espulsione, arrivata nel 2012.
Rifugiatosi nel Kurdistan irecheno, con la nuova fondazione Deir Maryam el Adhra si trovò di nuovo al centro degli scontri e criticò duramente la repressione da parte del regime siriano.
Venne di nuovo espulso ma rientrò in Siria due volte prima di scomparire. Nel luglio 2013 voleva aiutare le trattative per la liberazione di alcuni ostaggi a Raqqa, ma di lui non si ebbe più notizia.
La sorella Francesca ha dichiarato che c’è una notizia che “tiene viva la speranza” che il gesuita possa essere ancora vivo.
Nel 2019 si parlò di Dall’Oglio tra i 40 ostaggi a Baghuz da liberare durante l’assedio dell’ultimo bastione dell’Isis, ma la notizia non ebbe uno sviluppo. Poi a marzo 2020 il gesuita sembrava fosse “nelle campagne tra Idlib e Aleppo” in mano al gruppo fondamentalista Horas Al-Din". Altra strada che non ha avuto gli sviluppi auspicati.

Il ricordo della politica sui social

Molti hanno voluto ricordare l’anniversario della scomparsa di padre Dall’Oglio oggi sui social.
Lia Quartapelle del Pd ha scritto: “Otto anni senza notizie di padre Dall’Oglio, rapito a Raqqa in Siria. Speriamo ogni giorno che torni presto dai suoi cari e alla sua missione”.
Un pensiero anche dalla vice ministra degli Esteri Marina Sereni che ha ricordato nel suo post anche “tutte le persone rapite” perché possano tornare presto dalle loro famiglie.
Anche Adolfo Urso (Fdi), presidente del Copasir, ha voluto dare un suo messaggio annunciando di aver promesso tutto l’impegno del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica da lui presieduto alla sorella per il ritrovamento.
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