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“Il triangolo NO, non l’avevo considerato”: È forse nato l’asse Franco-Italo-tedesco?

© Foto : Screenshot da YouTubeScreenshot da ‘Il Triangolo’, film ‘Ciao Nì’ – 1978
Screenshot da ‘Il Triangolo’, film ‘Ciao Nì’ – 1978  - Sputnik Italia, 1920, 29.07.2021
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Secondo il quotidiano ‘Politico Europe’, Italia e Francia starebbero costruendo una solida alleanza intanto che la Germania è alle prese con le elezioni. Non appena i tedeschi tuttavia formeranno una nuova leadership, torneranno forti come prima e assisteremo a un ‘triangolo’ alla guida della UE. Ma un triangolo noi italiani lo avevamo considerato?
Io personalmente “il triangolo no, non lo avevo considerato”. Eppure la lunga analisi di Politico Europe, edizione europea da un milione e mezzo di lettori unici del quotidiano ‘Politico’, dice proprio che sta nascendo, anzi, con Draghi praticamente è già nato, un vero e proprio asse italo-francese che presto, dopo le elezioni tedesche, diverrà un asse franco-italo-tedesco.
Il noto e quotato giornale afferma in pratica che non solo questo percorso Draghi-Macron-chi verrà al posto della Merkel, è oramai un dato di fatto, ma nel corpo dell’articolo intitolato “Macron e Draghi possono formare un'alleanza post-Merkel?”, lascia intendere come da ciò noi tutti potremo avere solo di che guadagnare.
Varrebbe forse, e tuttavia, a questo proposito ricordare che Politico Europe è l’edizione europea di ‘Politico’ con sede al Wilson Boulevard di Arlington County, in Virginia, un gigante specializzato appunto in politica dalla bellezza di 26 milioni di utenti unici al mese stimati, sì, ma anche lo stesso che ha pubblicato articoli tipo quello dell’aprile del 2017 intitolato “L’allegra banda ebraica che ha connesso Putin a Trump”. Un articolo in cui si sosteneva che un gruppo di ebrei americani avrebbe fatto da tramite tra Putin e Trump per aiutare il primo a sbarazzarsi dell’influenza degli ebrei russi oppositori e il secondo a conquistare il potere negli USA. Roba che sui social per trovare post altrettanto complottisti devi scartabellare parecchio.
Un orientamento politico di ‘Politico’, scusate il gioco, per quanto venga a gran voce proclamatala totale indipendenza e grande obiettività venga pretesa, potrebbe quindi ‘non essere da escludere’, volendo usare un eufemismo.
Secondo il recente articolo su quella che si prevede potrà essere la nuova leadership europea, il giornale americano scrive: “La coppia (Draghi – Macron) e i loro alleati, hanno già lavorato per avviare il piano di rilancio dell'UE da 750 miliardi di euro. Ora hanno messo gli occhi su obiettivi più alti: riformare le regole di spesa del blocco, firmare un trattato bilaterale basato sul modello franco-tedesco e collaborare su progetti industriali congiunti e cooperazione giudiziaria. Entrambi sono ex banchieri d'investimento che vedono un'Unione europea più audace e ad azione rapida come un antidoto ai mali interni. Entrambi condividono una prospettiva pro-UE, guidata dal mercato, immersa nel centrismo. Ed entrambi sanno che il momento di agire è adesso: mentre il titolo di Draghi è alle stelle, e prima che la Germania ottenga un nuovo leader e Macron debba lottare per la rielezione”.
Sì ma cosa ci sia di straordinario e splendido in tutto questo non è chiarissimo. In buona sostanza cosa vuol dire esattamente? Forse che adesso i francesi non ci respingeranno più i migranti nostri a Ventimiglia e ci imboscheranno i loro a Bardonecchia? Che i profughi caricati dalla SOS Mediterranèe sulla Ocean Viking e quelli raccolti dalle altre ONG francesi adesso li porteranno finalmente in Francia dato che alla fine ci siamo capiti e adesso andiamo d’amore e d’accordo?
“Sono convinto che possiamo metterci d'accordo su un meccanismo che consenta di garantire all'Italia che le persone che arrivano vengano prese in carico. I Paesi che non accolgono i migranti siano penalizzati finanziariamente”, diceva Macron due anni fa, quindi adesso è arrivato l’atteso momento?
Vuol dire che i francesi dopo averci comprato Gucci, Brioni, Pomellato, Bottega Veneta, Fendi, Bulgari, Luxottica, Edison, Parmalat, Eridania, supermercati GS (oggi Carrefour), Banca Nazionale del Lavoro (sig ‘Nazionale’!), Cariparma, Banca Popolare Friulana, Nuova Tirrenia assicurazioni... e figurati se conosco tutto la lista, adesso anche noi possiamo comprare quello che ci pare da loro?
Tipo i ‘Chantiers de l'Atlantique’, i famosi cantieri navali francesi che finché erano finiti sotto i sudcoreani andava bene, poi quando la Fincantieri nel 2017 ha stravinto la gara per l’acquisizione proprio Marcon li ha fatti nazionalizzare e ce li ha soffiati?
Vuol dire anche che in Libia adesso abbiamo una strategia comune? Tipo loro bombardano Gheddafi, noi adesso scaviamo le macerie?
Ma certo, “con la Gran Bretagna che è fuori dal blocco e la Germania che affronta critiche sull'accordo del gasdotto Nord Stream II con la Russia, l'umore è ottimista”, scrive Politico. Ottimismo per essere rimasti gli unici fedeli alla linea - quella del neoliberismo, euroatlantismo, globalismo? Bello, sì, fa proprio piacere.
L’amore sbocciato tra Francia e Italia non deve far pensare tuttavia che la Germania verrà lasciata fuori a lungo. Marc Lazar, noto professore, storico, sociologo e politologo francese, citato nell’articolo, afferma:
"Per i diplomatici francesi, la Germania è sempre la priorità. Ma nei momenti di crisi si ricorda di avere un amante molto bello, l'Italia. Un rapporto a tre con un asse prioritario con la Germania ma un dialogo più regolare con l'Italia”.
Quindi proprio un triangolo. Un politologo che cita Renato Zero.
“E quindi ora spiegaci dai, l’atteggiamento che dovremmo adottare”, verrebbe da dire. “Non rischieremmo forse di trovarci al buio tra le braccia sue”, quelle sbagliate?
Ma forse, sempre parafrasando il Re dei sorcini, l’idea è proprio quella, che alla fine ci si prenda gusto per quel tipo di “amore un po’ articolato”. Come si dice “la geometria non è un reato”.
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