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“Il mancato riconoscimento della campagna vaccinale di San Marino è un atto discriminatorio”

© Foto : Evgeny UtkinVista di San Marino
Vista di San Marino - Sputnik Italia, 1920, 29.07.2021
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Nonostante la massiccia campagna di vaccinazione e la pressoché totale immunizzazione della popolazione con il siero russo Sputnik V, dal 6 agosto i cittadini sammarinesi avranno difficoltà ad accedere ai diversi luoghi al chiuso, ma anche all'aperto come i parchi tematici italiani.
Come verrà inquadrato San Marino nel sistema del lasciapassare italiano e europeo? Gli Stati membri UE non possano davvero accettare Green pass con vaccini non approvati dall’EMA? Per un approfondimento Sputnik Italia ha raggiunto Alessandro Bevitori, parlamentare della “Libera” e commissario della commissione Affari Esteri della Repubblica di San Marino.
© Fornita da Alessandro BevitoriAlessandro Bevitori
Alessandro Bevitori - Sputnik Italia, 1920, 29.07.2021
Alessandro Bevitori
— On. Bevitori, come è stata accolta la notizia sull’introduzione del Green pass italiano a San Marino? I cittadini immunizzati con lo Sputnik V, che hanno programmato le vacanze in Italia, sono preoccupati perché dal 6 agosto avranno difficoltà ad accedere in Italia ai luoghi dove il nuovo decreto preveda l'utilizzo del certificato sanitario?
— La notizia per i sammarinesi è stata certamente una doccia fredda. Infatti, sulla base delle recenti dichiarazioni pubbliche rilasciate da alcuni nostri Membri di Governo, si pensava che l’Italia avrebbe tenuto conto delle specificità di San Marino. Evidentemente qualcosa non ha funzionato oppure qualcuno nelle proprie dichiarazioni ha millantato eccessivo ottimismo. Non mi stupirebbe, non sarebbe nemmeno la prima volta….
Rispetto alla seconda parte della domanda, posso confermare che c’è molta preoccupazione per chi aveva già programmato le proprie vacanze. Sono a conoscenza di tanti sammarinesi che hanno già disdettato le proprie prenotazioni proprio perché non si sentivano sicuri e tutelati rispetto alle recenti disposizioni introdotte dal decreto italiano.
Ma le preoccupazioni non sono solamente sul fronte vacanze, ciò che ci preoccupa maggiormente sono le difficoltà per chi si deve recare con regolarità presso strutture italiane per motivi di salute, lavoro o studio…. E qui il pensiero va principalmente ai nostri ragazzi sammarinesi che frequentano università ma anche altri istituti scolastici sul territorio italiano.
A breve il governo italiano promette di estendere il Green Pass ai trasporti. Potrebbero esserci problemi anche sui voli aerei e i treni per i sammarinesi?
Speriamo proprio di no. Sarebbe davvero un problema gravissimo che creerebbe non solo ulteriori disagi per i già citati studenti, ma in particolare andrebbe a colpire pesantemente l’economia sammarinese bloccando, di fatto, gli spostamenti ai nostri imprenditori e ai loro collaboratori che chiaramente necessitano di spostarsi per gestire i rapporti commerciali della propria azienda.
“Green Pass come leggi raziali naziste”: nuova ondata di proteste a Roma - Sputnik Italia, 1920, 29.07.2021
“Green Pass come leggi raziali naziste”: nuova ondata di proteste a Roma
Attraverso i microfoni della televisione di Statosegretario agli Esteri Luca Beccari ha assicurato che il Green pass sammarinese avrà la valenza europea. Come il Titano pensa di raggiungere questo obiettivo, visto le recenti dichiarazioni nelle quali si sostiene che un Paese membro dell'Ue non possa accettare green pass relativi a vaccini non approvati da Ema?
— Mi auguro che il Segretario per gli Affari Esteri Luca Beccari possa far valere la nostra posizione perchè il mancato riconoscimento della nostra campagna vaccinale è un inaccettabile atto discriminatorio.
I valori su cui si fonda l’Unione Europea sono ben altri e, a tal proposito, vorrei ricordare che il regolamento europeo prevede che gli Stati membri, oltre ai vaccini riconosciuti dall'Ema e dalla Who Emergency Use list, all'articolo 5 viene specificato che, nel certificato verde (“green pass”), possono essere inclusi anche i vaccini riconosciuti dalle autorità nazionali di uno Stato membro ai sensi della direttiva 2001/83/CE. Inoltre, "l'articolo 8, comma 1, stabilisce che gli Stati membri possono rilasciare certificati di vaccinazione a persone vaccinate in Stati terzi, ma non sono tenuti a farlo se il vaccino utilizzato non è autorizzato sul proprio territorio”. E ancora: "Il comma 4 stabilisce che se uno Stato membro accetta un certificato di vaccinazione di uno Stato terzo relativo a un determinato vaccino, deve accettare un certificato analogo emesso da un altro Stato membro. La stessa fattispecie è garantita per i certificati emessi da due Stati membri ai sensi dell'articolo 5. Ai fini turistici e di mobilità, dunque, non si tratta di riconoscere il vaccino, Ema o extra-Ema, ma di includere una più ampia gamma di vaccini nel “green pass”, come già avviene da parte di diversi Paesi europei.
La Grecia, infatti, accetta tutti i vaccini. Quindi, la via d’uscita volendo si può trovare, basta avere la volontà politica. Lei è d'accordo?
— Si, assolutamente. Sono perfettamente d’accordo. Tant’è che ho avuto modo di sottolinearlo anche durante i lavori dell’ultima Commissione Esteri del 23 luglio u.s..
Si tratta solamente di mera volontà politica da parte del Governo Italiano e il problema si potrebbe risolvere in brevissimo tempo. L’UE ha lasciato, a ciascuno dei 27 paesi membri, completa libertà di gestione rispetto alle tematiche sanitarie e specificatamente all'applicazione di misure restrittive anti Covid-19. Infatti Lei ricordava la Grecia che ha riconosciuto sin da subito tutti i vaccini, come hanno fatto altresì Ungheria, Croazia e Cipro. Si tratta certamente di una scelta logica anche perché gli anticorpi non dovrebbero avere alcuna distinzione! Quindi la soluzione c’è e può essere applicata rapidamente.
A che punto sono adesso i vostri negoziati con Bruxelles e con il governo italiano? Pensa sia possibile che arrivi il riconoscimento a breve oppure la cosiddetta “geopolitica dei vaccini” sia difficilmente superabile?
— Attualmente le relazioni sono buone, sia con l’UE e sia con la vicina Italia. Con la Repubblica Italiana i rapporti sono stati recuperati attraverso un percorso virtuoso intrapreso da San Marino almeno 10 anni fa dopo un periodo buio della politica sammarinese. Per questo spero che sia riposta verso San Marino la considerazione che merita, che si possa celermente arrivare al riconoscimento della nostra campagna vaccinale e che possano essere messe da parte logiche che non c'entrano nulla con la salute e che sono distanti anni luce dai bisogni delle persone. Onestamente ritengo che il riconoscimento del vaccino russo è un problema che nemmeno si sarebbe dovuto presentare.
— Mesi fa la scelta del Titano è ricaduta sullo Sputnik V perché ci sono stati dei grandi ritardi di consegna delle dosi Pfizer promessi dall’Italia. E ora, guardano indietro, vi rimpiangete questo passo?
Assolutamente no. La scelta dello Sputnik V è stata azzeccata. I dati dello studio effettuato dall'Istituto Spallanzani hanno dimostrato l'altissimo livello di efficacia del vaccino russo. Mi preme ricordare che il partito di cui faccio parte, Libera, già dal mese di gennaio 2020 aveva sollecitato il Governo verso questa scelta in quanto, in quel momento, la situazione era gravissima e stava precipitando. Avevamo il nostro Ospedale di Stato al collasso, con una saturazione della terapia intensiva al 100% per diversi giorni e si contavano decessi quotidianamente.
Sono stati momenti difficili ed estremamente dolorosi per l’intera comunità sammarinese che però abbiamo superato grazie ad un'efficace campagna di vaccinazione e per questo saremo sempre grati alla Federazione Russa che è intervenuta con tempestività in nostro soccorso. Aver salvato vite umane è la cosa più importante, tutto il resto viene dopo.
L'opinione dell'autore potrebbe non coincidere con la posizione della redazione.
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