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Covid, Gimbe: impennata decessi del 46,1% in 7 giorni, siamo nella quarta ondata

© Sputnik . Evgeny UtkinCoronavirus, una donna indossa mascherina protettiva in Italia
Coronavirus, una donna indossa mascherina protettiva in Italia - Sputnik Italia, 1920, 29.07.2021
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Inversione nel trend dei decessi che dopo 15 mesi, nell'ultima settimana torna a crescere del 46%. Ancora due milioni di over 60 non hanno ricevuto la prima dose e restano tre milioni di studenti da immunizzare prima dell'inizio della scuola.
Siamo già di fatto nella quarta ondata, secondo i numeri riportati nel monitoraggio indipendente sulla pandemia della fondazione Gimbe. Nella settimana dal 21 al 27 luglio si confermano i numeri in crescita dei contagi e per la prima volta dopo 15 settimane i decessi sono di nuovo in aumento.
I nuovi casi positivi sono 31.963, il 64,8% di casi in più rispetto alla settimana precedente. Aumenta anche il rapporto tra positivi e persone testate, raggiungendo il 9,1%.
In aumento anche i casi attualmente positivi, da 49.310 a 70.310 , e le persone in isolamento domiciliare, 68.510 rispetto ai 47.951 del monitoraggio precedente.
Il trend dei decessi si inverte e torna ad crescere. Sono 111 i morti di Covid rispetto ai 76 della settimana scorsa, un'impennata pari al 46,1%.
Gli indicatori ospedalieri mostrano il +34,9% di pazienti ricoverati in area medica con sintomi (1.611 vs 1.194) e il +14,5% di pazienti nelle terapie intensive (189 vs 165). Come si evince dai dati indicati, i numeri assoluti si mantengono ancora bassi.
La campagna vaccinale non riesce ad accelerare tra esitazione vaccinale e incertezze sui tempi di consegna.
Preoccupano 2 milioni di ultrasessantenni che non hanno ricevuto neanche la prima dose e tre milioni di studenti da vaccinare prima dell'apertura dell'anno scolastico.
A riguardo Gimbe mette in evidenza che è rischioso puntare solo sulla vaccinazione di studenti e personale scolastico.
"Per la riapertura delle scuole puntare anche su adeguamenti strutturali, screening e risolvere il problema trasporti", ha dichiarato al Corriere il presidente della fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ricordando che per i bambini con meno di 12 anni non esistono ancora vaccini approvati da Ema.
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