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C’è l’intesa sulla riforma della giustizia, ok unanime del Cdm dopo una seduta fiume

Marta Cartabia - Sputnik Italia, 1920, 29.07.2021
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Superato anche lo scoglio dell’astensione dei M5S. Sulla riforma del processo penale accordo sul regime speciale per i reati di mafia.
Dopo otto ore di Consiglio dei ministri, due ore di sospensione, e una riunione intensissima, il Cdm ha dato il via libera all’unanimità al ddl che riforma il processo penale.
C'è "l'impegno a ritirare tutti gli emendamenti presentati dalle forze di maggioranza con l'obiettivo di concludere nei prossimi giorni" l'approvazione della riforma", ha detto la ministra della Giustizia Marta Cartabia parlando fuori da Palazzo Chigi.
Anche il Movimento 5 Stelle, che aveva minacciato l’astensione, ha dato il via libera.
La conferma dell’ “accordo unanime”, è arrivata al termine della riunione dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà.

Il nodo dei reati di mafia

A portare all’ok di tutte le forze del governo è stata la mediazione su alcuni punti caldi. In particolare è stato stabilito che ci siano tempi più lunghi, fino a sei anni in appello, per i processi per delitti con aggravante mafiosa. Un periodo che sarà applicato nella fase transitoria fino al 2024.
La proposta, frutto di una mediazione del Pd con il ministro Orlando, avrebbe assorbito i dubbi del M5s sull'improcedibilità per l'articolo 416 bis.1 del codice penale, sull'aggravante mafiosa.
Nella mediazione è inserita anche una deroga esplicita nella fase transitoria, con la possibilità di
termini fino a cinque anni a regime. La deroga riguarda anche i reati di violenza sessuale, terrorismo e traffico di droga delle mafie.

Soddisfazione delle forze politiche

Si tratta di una "riforma della giustizia che ci avvicina all'Europa e fa compiere grandi avanzamenti in termini di modernità ed efficacia”, ha scritto su Twitter il segretario Pd Enrico Letta aggiungendo il ruolo della ministra Cartabia.
Matteo Salvini e Giulia Bongiorno esprimono la soddisfazione della Lega per la rifiorma della giustizia: "Come chiesto dalla Lega, non rischieranno di andare in fumo i processi per mafia, traffico di droga e violenza sessuale. E ora avanti tutta con i referendum che completeranno il profondo cambiamento chiesto dai cittadini''.
"Noi siamo una grande famiglia, abbiamo discusso tanto. Sono fiducioso che nella discussione generale raggiungeremo un risultato compatto", ha aggiunto Giuseppe Conte, rivendicando i "miglioramenti che non ci dobbiamo intestare noi come M5s ma sono per tutte le vittime della mafia e per chi subisce quotidianamente le vessazioni della criminalità organizzata".

M5S: sulla mafia non si transige

Il leader in pectore dei cinquestelle Giuseppe Conte ha dialogato con i ministri del Movimento costantemente prima della ripresa del Cdm.
La posizione, che di fatto è stata accolta nella mediazione, è stata che "sulla mafia non si transige".
Quindi i reati che rientrano nell'articolo 416bis-1 e il concorso esterno, non possono concludersi con un nulla di fatto.
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