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Oltre il limite: il Tesoro USA annuncia il rischio default

CC BY 2.0 / Roman Boed / The US Treasury DepartmentIl Dipartimento del Tesoro USA
Il Dipartimento del Tesoro USA - Sputnik Italia, 1920, 28.07.2021
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Il debito pubblico americano che durante la pandemia ha superato le dimensioni stesse dell’economia del Paese oggi non può più permettersi di crescere: infatti, al governo hanno cominciato a parlare di rischio default.
Per evitare la catastrofe il Congresso deve reagire tempestivamente. Bisogna aumentare il tetto massimo dei prestiti, altrimenti in autunno sorgeranno problemi legati alla liquidazione dei debiti finanziari assunti. Sputnik approfondisce per voi le prospettive future per gli Stati Uniti nel caso in cui i creditori comincino a dubitare della affidabilità creditizia del Paese.

Un debito enorme

Gli americani stanno aumentando enormemente il volume dei prestiti esteri dall’inizio della crisi del 2008. Durante il governo Obama il debito è aumentato di 9.000 miliardi, con Trump di altri 7.000. Nel 2018 il debito pubblica USA era il 78% del PIL e la Banca mondiale già lo definiva pericoloso.
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Secondo le previsioni il debito pubblico doveva superare le dimensioni dell’economia statunitense soltanto fra una decina di anni. Ma questo è successo ben prima per colpa della pandemia e delle enormi spese effettuate per sostenere l’economia nazionale. Secondo stime indipendenti nel 2020 le autorità statunitensi hanno immesso nell’economia circa 9.000 miliardi di dollari, il che ha fatto sì che il debito superasse il PIL.
Verso la fine di marzo il debito era pari a 28.000 miliardi di dollari, ossia al 101% del PIL. Una situazione simile si è verificata soltanto una volta in passato, ossia subito dopo la Seconda guerra mondiale, nel 1946, quando il debito si attestò al 106% del PIL. Ma il debito oggi continua a crescere: infatti è pari a 28.500 miliardi.

Soglia massima consentita

Non è la prima volta che viene ritoccata la soglia massima del debito pubblico USA. Dopo la crisi del 2008 il valore viene costantemente aumentato.
Nel 2019 Trump ha adottato una legge che consente di aumentare il debito pubblico statunitense senza alcuna limitazione fino al 31 luglio 2021. Dopo il giorno X c’è il congelamento. Ciò significa che il Ministero delle Finanze non potrà attrarre ulteriori risorse mediante l’acquisto di titoli obbligazionari.
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Rischio d’inflazione oppure no?
Ma Washington non può farne a meno. Per le spese legate alla pandemia il governo ha creato un enorme buco di bilancio.
Il disavanzo viene coperto essenzialmente con l’emissione di obbligazioni di Stato. Nell’anno fiscale 2020 (chiuso il 30 settembre) il disavanzo è aumentato di oltre 3 volte segnando un incremento di 3.100 miliardi. E, considerate anche tutte le misure di contrasto al coronavirus, si arriva anche a 4.000 miliardi.

Misure estreme

Ora Washington ha due alternative: aumentare il tetto massimo del debito pubblico entro il 31 luglio oppure sospendere l’operatività dei limiti imposti ai prestiti. In caso contrario, come evidenziato dalla ministra statunitense delle Finanze Janet Yellen in una lettera indirizzata al Congresso, il Paese sarebbe prossimo al default e all’economia verrebbe arrecato un “danno irreparabile”.
Il Tesoro deve adottare “ulteriori misure straordinarie”. Tuttavia, sottolinea Yellen, le possibilità del Tesoro di sfruttare finanziamenti pubblici emergenziali sono estremamente ridotte.

“Vi è infatti una estrema incertezza su una molteplicità di fattori inclusa la difficoltà di previsione di pagamenti e gettito al governo nei prossimi mesi”, precisa la ministra.

Ma se la soglia massima non sarà aumentata, entro il nuovo anno fiscale (che inizia il primo ottobre) verrà intaccata la capacità di liquidare i propri debiti. Nello specifico quel giorno il Tesoro USA dovrà ridurre le spese di 150 miliardi di dollari.
Di fatto Yellen vuole un aumento record del debito pubblico. Ma in merito non c’è consenso al Congresso. Secondo i democratici è necessario aumentare il tetto massimo, mentre i repubblicani chiedono al presidente Biden e al governo di tagliare le spese e di adottare provvedimenti che riducano l’enorme indebitamento accumulato.

Niente di buono

Molto probabilmente la soglia massima sarà aumentata di nuovo. Ma lo scenario di un default degli USA viene considerato dagli economisti come la “fine del mondo”.
“Gli americani non hanno mai permesso che si verificasse uno scenario simile. Sarebbe un pericoloso precedente”, osserva Michael Feroli, economista presso la JPMorgan.
Infatti, basta soltanto ipotizzare la possibilità di un default per seminare il panico sui mercati. Ma, se non sarà presa qualche misura, già il 30 luglio il Tesoro non riuscirà a vendere né i titoli obbligazionari di Stato né i titoli degli organi locali con i quali viene poi ripagato il debito.
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Battuto il record: inflazione USA, una minaccia per l’economia mondiale
Nel 2011 in seguito al rifiuto della Camera dei rappresentanti di aumentare la soglia massima dei prestiti e in vista del possibile default, la società di rating Standard & Poor’s ha ridotto il rating creditizio degli USA per la prima volta nella storia. Di conseguenza per poco non è crollato l’intero mercato azionario: l’indice S&P 500 è sceso per 5 giorni di seguito finché il legislatore non ha raggiunto un accordo.
Come osservano i media statunitensi, questa volta i creditori, dubitando della capacità dello Stato di ripagare i propri debiti, potrebbero chiedere a Washington il pagamento di interessi maggiorati. Il che causerebbe un effetto domino: i tassi di interesse comincerebbero ad aumentare in maniera generalizzata in tutti i settori.
Questo scenario non farebbe altro che gettare benzina sul fuoco: “Si rafforza la crisi finanziaria, verrebbero messi a repentaglio i posti di lavoro e i risparmi degli americani in un momento in cui non ci siamo ancora ripresi dalla pandemia”, sottolinea Yellen.
I creditori mettono sempre più spesso in discussione la capacità del governo statunitense di ripagare i debiti.
E come ha spiegato in passato Ray Dalio, uno dei principali finanzieri americani, il fondatore del più grande hedge fund al mondo, il Bridgewater Associates, un triplo deficit (di bilancio, della bilancia commerciale e del conto delle partite correnti) presto dissuaderà gli investitori stranieri dall’acquisto di obbligazioni del Tesoro provocando così una impennata dei loro rendimenti e il crollo del dollaro. Questa è la strada verso la crisi finanziaria che per proporzioni potrebbe superare non soltanto quella del 2008 ma persino la Grande depressione degli anni ’30.
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