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Cingolani richiama lo “spirito di Napoli”: al G20 Ambiente un risultato inaspettato

© Foto : MITERoberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica
Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica - Sputnik Italia, 1920, 28.07.2021
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Il ministro per la Transizione ecologica rivendica il dialogo proficuo con i Paesi più inquinanti e l’impegno preso per rendere più verde la produzione di energia nel mondo.
A pochi giorni dal successo raggiunto dal G20 Ambiente che si è tenuto a Napoli, in cui per la prima volta è stata stabilita una correlazione tra ambiente, clima ed energia, il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, torna sul vertice e sullo “spirito di Napoli”, il dialogo, che deve guidare anche i prossimi incontri internazionali come la Cop26 di Glasgow.
Per Cingolani è cruciale l’intesa trovata al G20, cioè tra quei Paesi “che producono l’80% di gas serra” che “si sono impegnati ad azioni concrete. Che significa intervenire anche su come produciamo l’energia, il vero nodo”, dice al Corriere della Sera.
E un altro punto chiave è che “Cina, Russia e Brasile coerentemente hanno detto che garantiscono di rispettare gli impegni di Parigi. È un risultato che nessuno si sarebbe aspettato solo qualche settimana fa”.

La strada è segnata

Per Cingolani, al G20 di Napoli il compito “era far capire che i Paesi più sviluppati sono pronti ad aiutare quelli più svantaggiati con la conferma dell’impegno nel fondo dedicato da 100 miliardi. E che la strada è ormai segnata”.
I fondi, infatti, servono per “portarsi dietro gli altri 130 o 140 Paesi, in alcuni dei quali non si dispone di acqua potabile e dove la maggioranza dei cittadini ha un’ora di elettricità al giorno. La transizione non deve lasciare indietro nessuno, deve essere giusta”.

Transizione ecologica senza compromessi al ribasso

Il passaggio a un’energia più verde e a modelli di produzione meno inquinanti, però, rischia di produrre contraccolpi sull’economia e l’occupazione.
Per Cingolani, però, è fondamentale capire che “è una transizione che durerà dieci anni, come dice John Kerry. E che è più complessa di quanto ci immaginiamo. Una transizione ecologica ha a che fare con la demografia, l’economia, l’agricoltura, l’energia, la mobilità”.
E per superare gli ostacoli bisogna evitare “compromessi al ribasso”. Il ministro fa un esempio: “In Italia ci sono 12 milioni di auto altamente inquinanti. Intanto possiamo pensare a sostituire quelle. Anche con aiuti, con incentivi per l’acquisto di auto meno inquinanti”, passando progressivamente a tecnologie meno dannose “Senza editti dall’oggi al domani”.
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