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Abrignani: “Da vaccinati si è il 90% meno contagiosi anche con la variante Delta”

© Filippo AttiliInfermiera prepara un vaccino
Infermiera prepara un vaccino - Sputnik Italia, 1920, 28.07.2021
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Il vaccino ha più benefici che rischi anche per i minori, secondo l’esperto del Cts, che caldeggia l’immunizzazione anche per le fasce di età più giovani.
Secondo i dati che si aggiornano costantemente sulla pandemia di coronavirus e sulle vaccinazioni e gli effetti dei sieri, risulta evidente che l’immunizzazione “riduce in modo impressionante sia il rischio di ospedalizzazione e morte, che il numero di contagi” e quindi anche la possibilità di contagiare.
“Se non sono positivo, non posso infettare altre persone”, dice Sergio Abrignani, membro del Cts, ordinario di Patologia generale all’Università Statale di Milano e direttore dell’Istituto nazionale di genetica molecolare “Romeo ed Enrica Invernizzi”.
“Nelle fasi più pesanti della pandemia, sia in Italia che in Gran Bretagna c’era un morto ogni 50 infettati, ora in Gran Bretagna si stima circa un morto ogni 500 infettati”, sottolinea sul Corriere della Sera.
Per l’esperto la doppia dose di Pfizer protegge dalla malattia grave all’88%, dal rischio di morte (65%) e “dal rischio di contagiarsi e quindi trasmettere l’infezione al 90%”.

Vaccinare anche i più giovani

Per Abrignani è cruciale riuscire a vaccinare anche le fasce di età più giovani, perché “nell’ultimo mese l’età media dei nuovi contagi è 27 anni e il 24,8% dei casi ha riguardato la fascia 0-18 anni”.
Inoltre, l’immunizzazione di questa fascia di età potrebbe aiutare a evitare lo sviluppo di nuove varianti.
E l’esperto parla anche dei giovani tra i 12 e i 17 anni che sono vaccinabili con Pfizer, circa tre milioni, “un bacino molto vasto per l’infezione”.
“Inoltre, i rischi legati a Covid nei bambini non sono pari a zero: in questo anno e mezzo i morti tra 0 e 19 anni sono stati 28, secondo dati dell’Iss. Con i vaccini possiamo evitare che se ne aggiungano altri” soprattutto, spiega Abrignani, perché tra le patologie che sono fattori di rischio c’è anche l’obesità e “un bambino su dieci è obeso (9,4%)” in Italia.
Infine secondo “un’analisi dei Cdc, un milione di dosi di vaccino Pfizer possono, nella fascia 12-29 anni, evitare 23.500 casi di Covid, circa 1.500 ricoveri, 211 ingressi in terapia intensiva e 12 decessi”.
Questo a “a fronte di un rischio di 43-52 casi di miocardite. Che la bilancia penda dalla parte del vaccino è evidente”, conclude.
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