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Green pass, 100 euro nel mercato nero web e c’è lo sconto famiglia. Ecco perché non hanno valore

© Sputnik . Evgeny UtkinManifestazione No green pass a Milano
Manifestazione No green pass a Milano - Sputnik Italia, 1920, 27.07.2021
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C'è un metodo illegale per ottenere un green pass che apparentemente funziona e supera un controllo non approfondito, ma in caso di controllo delle autorità potrebbero iniziare i guai.
100 euro per il green pass digitale e 120 euro per quello cartaceo, in caso di una famiglia o gruppo di 6 persone, il tariffario scende a 450 euro per il digitale e 500 euro per il cartaceo.
Questo uno dei prezzari per ottenere il green pass taroccato attraverso i canali Telegram, e il RomaToday riporta che i venditori web di questi green pass assicurano che si tratta di certificati reali e non fasulli. Quindi l’acquirente al controllo in un ristorante realmente riuscirà a passare e ad accedere all’ambito posto a sedere.
Ma in realtà la truffa c’è eccome, ed è anche molto evidente. Il documento viene infatti fornito con il Qr Code di un’altra persona. Secondo quanto riportato da il RomaToday, la tecnica è molto semplice. Ci sono persone che condividono sui social network, e altre piattaforme, il Qr Code del proprio green pass e i pirati del web ne approfittano per copiarli ed incollarli sul falso green pass venduto per 100 euro via Telegram.
Il compratore effettivamente riceverà un green pass valido al controllo, ma con il nome e cognome e la data di nascita di un’altra persona.
Manifestazione No green pass a Milano - Sputnik Italia, 1920, 26.07.2021
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Come funziona la fase di verifica del green pass

Ed è qui che potrebbero nascere i guai per il cittadino, nella fase di controllo da parte delle forze dell’ordine.
Per capire come funziona, chiunque può scaricare dallo store del proprio smartphone la app VerificaC19 realizzata dal Ministero della Salute per fare i controlli sui green pass. L’applicazione è quella ufficiale e resa disponibile a tutti gli esercenti per effettuare i controlli, scaricandola e provandola si comprende bene come funziona la procedura di validazione.
L’applicazione VerificaC19 legge il Qr Code del green pass, si collega alla centrale dati del Ministero e in un instante verifica se il pass è valido. Non solo, l’applicazione mostra anche nome e cognome della persona, più la data di nascita. A questo punto dovrebbe scattare la verifica con un documento di identità personale, come la stessa app suggerisce.
Se quest’ultimo controllo lo fa il personale di una attività commerciale, l’incrocio tra green pass e documento personale potrebbe anche “sfuggire” e la si fa franca. Ma se giunge nel locale un controllo delle forze dell’ordine e viene richiesto di effettuare un contro del pass con incrocio dei dati anagrafici, a quel punto potrebbe non scattare una semplice multa, ma si potrebbero configurare un paio di reati penali: dichiarazione mendace e falsificazione del green pass.
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