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Gli oftalmologi individuano un'altra possibile conseguenza del coronavirus

© Sputnik . Alessio TrovatoOcchio di ragazza
Occhio di ragazza - Sputnik Italia, 1920, 27.07.2021
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Gli oftalmologi della Facoltà di Medicina dell’Ospedale Nekmettin Erbakan in Turchia, hanno notato che i pazienti con covid a lungo termine spesso sperimentano la perdita di fibre nervose e la crescita di cellule immunitarie dendritiche sulla superficie dell'occhio. Sintomi connessi al Covid persistente essi ritengono.
Gli scienziati, nel loro studio pubblicato sul British Journal of Ophthalmology, sostengono che vi sia una relazione diretta tra i casi di ‘long Covid’, il Covid che lascia lunghi strascichi dopo la malattia, e i casi di pazienti che, proprio dopo la malattia, hanno mostrato perdita di fibre nervose e aumento del numero di cellule dendritiche nella cornea dell'occhio. Questi cambiamenti sarebbero caratteristici dei pazienti in cui il COVID-19 è stato accompagnato da sintomi neurologici.
La cornea è quella parte trasparente dell'occhio che copre la pupilla, l'iride e l'interno pieno di liquido del bulbo oculare. La sua funzione principale è focalizzare la luce che entra nell'occhio. Le cellule dendritiche sulla sua superficie, una classe di cellule del sistema immunitario, svolgono un ruolo chiave nella risposta primaria contro gli antigeni che invadono l’organismo.
I ricercatori turchi, insieme ai colleghi del Qatar e del Regno Unito, hanno esaminato la cornea dell'occhio di pazienti con covid prolungato utilizzando la microscopia confocale, un'imaging laser non invasivo che consente di vedere le lesioni del tessuto della cornea ad alta risoluzione e in tempo reale. Tipicamente, la microscopia confocale della cornea viene utilizzata per rilevare danni ai nervi e alterazioni infiammatorie associate a neuropatia diabetica, sclerosi multipla e fibromialgia.
Le scansioni corneali hanno dimostrato che i pazienti con covid prolungato quattro settimane dopo aver subito il COVID-19 acuto mostravano maggiori danni alle fibre nervose della cornea e un maggior numero di cellule dendritiche accumulate rispetto ai soggetti non infettati affatto. L’effetto è risultato particolarmente evidente nei pazienti con sintomi neurologici.
In generale, secondo gli scienziati, il cosiddetto ‘Long Covid’ si sviluppa in circa una persona su dieci che ha avuto il COVID-19. La percentuale di coloro che, dopo il Long Covid, sviluppano forme di degrado nervoso e accumuli di cellule dendritiche è invece ancora oggetto di approfondimento da parte degli scienziati.
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