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Cremlino non vuole nuova instabilità nella regione con l'Iraq

© AP Photo / Ali Abdul HassanАмериканские военные чистят военную базу Эйн-аль-Асад после обстрела в Ираке
Американские военные чистят военную базу Эйн-аль-Асад после обстрела в Ираке - Sputnik Italia, 1920, 27.07.2021
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Commentando l'annuncio di Biden sul ritiro delle truppe americane di combattimento dall'Iraq, il portavoce del presidente Putin Dmitry Peskov ha dichiarato che il Cremlino monitorerà la situazione nel Paese.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, parlando del ritiro degli Stati Uniti dall'Iraq, ha affermato che Mosca monitorerà la situazione, poiché non vorrebbe che un territorio in più si aggiungesse in una regione già sull'orlo dell'instabilità e dell'escalation.
In precedenza durante un incontro con il primo ministro iracheno Mustafa Al-Kadhimi alla Casa Bianca, il presidente americano Joe Biden aveva affermato che gli Stati Uniti non avrebbero partecipato a nessuna operazione militare in Iraq. Ha osservato che in futuro la cooperazione con Baghdad si sarebbe focalizzata sull'addestramento delle forze irachene e sulla lotta contro l'Isis*.
"Certo, questa è una situazione che merita maggiore attenzione. La situazione è leggermente diversa in Iraq, perché, a quanto pare, rimane un numero considerevole di cosiddetti consiglieri militari. Continueranno a lavorare in Iraq. Pertanto controlleremo certamente", - la risposta di Peskov alla domanda su come il Cremlino può valutare il ritiro delle forze armate statunitensi dall'Iraq e se vedono dei rischi in questo.
"Ora è troppo presto prevedere gli eventi. Ma naturalmente non ci piacerebbe vedere un territorio in più aggiunto ad una zona già altamente instabile. Pertanto occorre guardare attentamente", ha aggiunto Peskov.
"Prima di tutto, noi, ovviamente, puntiamo a continuare i contatti ea sviluppare le nostre relazioni con il governo iracheno, con la leadership irachena. Siamo interessati", Peskov ha risposto alla domanda dei giornalisti sull'eventuale presenza di forze in Iraq vietate in Russia ma con cui potrebbero esserci negoziati come avvenuto nel caso dei talebani* per la crisi in Afghanistan.
* Organizzazione terroristica vietata in Russia e molti altri Paesi
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