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Berlusconi sui vaccini categorico: opporsi non è libertà

© AFP 2021 / Piero CruciattiSilvio Berlusconi
Silvio Berlusconi - Sputnik Italia, 1920, 27.07.2021
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Un Silvio Berlusconi così deciso e netto contro i suoi amici del centrodestra non lo si vedeva da molto tempo. La sua lettera è una chiara presa di posizione.
Siamo in presenza della prima grande crisi del 21° secolo e così sarà ricordata dagli storici del futuro, ma ci si affossa “nella più assurda delle polemiche, quella sui vaccini”. A scriverlo in una lettera inviata al Corriere della Sera è Silvio Berlusconi, che rivolge così la parte centrale del suo discorso, indirettamente, proprio ai suoi alleati di centrodestra, per ora gli unici ad essere apertamente contrari al green pass e tiepidi sui vaccini.
Berlusconi ricorda nella lettera anche che “gran parte dei paesi democratici” stanno affrontando questa crisi in assenza di “chiare leadership di caratura internazionale”.
“Si potrebbe dire che la gran parte dei Paesi democratici soffrano una crisi di classe dirigente e navighino nell’incertezza”.

Il no politico ai vaccini è illogico

“È del tutto illogico dare una caratura ideologica o politica ad una questione che è prettamente scientifica”, scrive a proposito della vaccinazione Silvio Berlusconi.
“Non parlo solo del green pass, che è una misura di buon senso alla quale noi siamo assolutamente favorevoli così com’è”, aggiunge il Cavaliere sottolineando di essere aperti come forza politica al miglioramento “come legittimamente chiedono i nostri alleati”.
Ma quel che trova illogico è il “fatto che — se la grande maggioranza degli italiani è fortunatamente consapevole della necessità e dell’importanza del vaccino, non solo come mezzo di protezione individuale, ma come strumento per tutelare la collettività e il diritto degli altri a non essere contagiati — esiste però una minoranza non irrilevante e molto rumorosa che contesta tutto questo”.
E infine:
"Ovviamente a nessuno si può imporre il vaccino, nonostante ogni evidenza lo consigli, ma chi decide di non vaccinarsi non può imporre le conseguenze della sua scelta agli altri e deve accettare le limitazioni che ne derivano, per la tutela della salute delle altre persone."
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