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In Gran Bretagna ora crollano i contagi, Zangrillo: "Altro che folli riaperture..."

© REUTERS / Henry NichollsStazione Waterloo a Londra
Stazione Waterloo a Londra - Sputnik Italia, 1920, 26.07.2021
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Crollo dei casi nel Regno Unito per il quinto giorno consecutivo. Ma si attende venerdì prossimo per capire quali saranno gli effetti del "freedom day". Il commento di Alberto Zangrillo: "Alla stampa italiana le buone notizie non interessano".
È ancora presto per capire quale sarà l’impatto del “freedom day” britannico sulla curva dei contagi. Ma in questi giorni nel Regno Unito non si registrano aumenti delle infezioni. Anzi. Domenica i nuovi positivi sono stati 29,173. Una settimana prima, il 18 luglio, erano 48,161.
Un trend, quello della diminuzione dei nuovi casi che, secondo i dati della Bbc, si registra da cinque giorni consecutivi. È la prima volta dallo scorso febbraio, ma soprattutto è la prima volta dall’inizio della pandemia che questo non coincide con un lockdown nazionale.
Anche in Scozia si registra lo stesso trend. E così gli scienziati Oltremanica provano a darsi una spiegazione. Tra le cause potrebbe esserci la diminuzione del numero di tamponi effettuati nei giorni scorsi. Ma questo non sarebbe sufficiente a spiegare il crollo di oltre il 40 per cento nel numero dei nuovi positivi.
Forse, ipotizza qualcun altro, il bel tempo di cui la maggior parte del Paese ha potuto godere nei giorni scorsi ha fatto sì che la maggior parte delle interazioni sociali avvenissero all’aperto, rendendo più difficile la trasmissione del virus.
Ma un ruolo affatto marginale potrebbero averlo anche i vaccini. Sempre secondo la Bbc, che cita i dati dell’Office for National Statistics, il 92 per cento della popolazione adulta nel Regno Unito ora avrebbe gli anticorpi contro il virus, o per essersi sottoposto ad almeno una dose del vaccino, o per essere guarito dalla malattia. Ci sono meno opportunità, quindi, per il Covid di circolare e diffondersi.
Di sicuro i vaccini hanno contributo ad indebolire l’assioma per cui ad un aumento dei casi corrisponde un aumento dei ricoveri e delle morti, garantendo protezione contro le forme gravi dell’infezione.
È il punto tenuto anche a casa nostra dal professor Alberto Zangrillo, direttore del Dipartimento di anestesia e terapia intensiva dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano e prorettore all'università Vita-Salute, che nei giorni scorsi aveva diffuso i numeri dei ricoveri per Covid nell’ospedale milanese: 16 nella settimana tra il 17 e il 24 luglio. Di questi, in 15 casi si è trattato di persone non vaccinate.
Oggi il medico commenta il trend che si sta registrando in Gran Bretagna, non senza frecciatine rivolte a chi fa “allarmismo”.

“Nonostante le ‘folli riaperture’ del Primo Ministro Boris Johnson, per il quinto giorno consecutivo, crollo dei contagi Covid19 in Gran Bretagna. Per conoscere la notizia dobbiamo leggere The Times. Alla stampa italiana le buone notizie non interessano”, ha scritto in un tweet.

A Londra, però, prevale la linea della cautela. Per gioire bisognerà attendere almeno fino a venerdì prossimo quando si conosceranno gli effetti della riapertura di stadi, auditorium, discoteche e pub e della rimozione dell’obbligo di indossare la mascherina al chiuso sulla curva epidemica.
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