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Bufera sul programma di Rai1: "Fa lo spot all'utero in affitto"

© Fotolia / RocketclipsДоктор слушает живот беременной женщины
Доктор слушает живот беременной женщины - Sputnik Italia, 1920, 26.07.2021
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Fratelli d'Italia ha annunciato che presenterà un'interrogazione in commissione di Vigilanza Rai per il racconto di una coppia gay che avrebbe fatto ricorso all'utero in affitto per avere figli andato in onda su Rai1.
È stato un esordio tra le polemiche quello di “Amore in quarantena 2”, la nuova stagione del programma condotto su Rai1 da Gabriele Corsi.
La trasmissione, prodotta da Stand By Me, racconta le come gli italiani hanno vissuto le proprie storie d’amore confinati in casa per colpa della pandemia e come emergenza sanitaria, coprifuoco e divieti hanno messo alla prova legami e relazioni.
Ma nella prima puntata, stavolta, ha trovato spazio anche il racconto di una coppia omosessuale che avrebbe fatto ricorso all’utero in affitto per avere dei figli.
Sabato scorso, alle 18, infatti, sono andate in onda due storie. Quella di Renato e Margareth, insieme da cinquant’anni, che hanno sofferto la lontananza dai nipotini e quella di Luca ed Emanuele, famiglia arcobaleno che durante la pandemia, come anticipava il sito della Rai, ha provato “la felicità più grande, quella di diventare genitori”.
Ed è proprio la vicenda di quest’ultima coppia che ha fatto scoppiare le polemiche. Sono diversi i telespettatori che hanno segnalato i riferimenti alla maternità surrogata, vietata nel nostro Paese, accusando la prima rete del servizio pubblico di fare “pubblicità” ad una pratica discussa come quella della gestazione per altri.
Nel giro di qualche ora dai social la polemica si è trasferita in Parlamento, con Fratelli d’Italia che ha annunciato di voler presentare un’interrogazione in commissione di Vigilanza Rai.
Il partito di Giorgia Meloni, in una nota, definisce uno “scandalo” il racconto andato in onda durante la trasmissione.
“Ricordiamo al servizio pubblico, a Rai1, al direttore Stefano Coletta, al conduttore e agli autori del programma che in Italia l’utero in affitto è un reato sancito dalla legge 40 e che lo si commette anche se si pubblicizza la pratica della surrogazione di maternità”.
“È vergognoso - conclude la nota di FdI - che sul servizio pubblico possano succedere queste cose, in palese violazione di una legge italiana”.
A protestare è anche la Lega, con l'europarlamentare Simona Baldassarre, responsabile del dipartimento Famiglia del partito che chiede alla commissione di Vigilanza Rai di fare luce sulla vicenda.
"Si è fatta propaganda illecita all'aberrante pratica della maternità surrogata, con la testimonianza di una coppia gay che durante la pandemia con molto buonismo dice di aver avuto la gioia più grande: ‘diventare genitori’", accusa l'eurodeputata leghista.
"Sarebbe da ricordare alla tv di Stato - prosegue in una nota - che in Italia vige una legge, la 40/2004, che all'Art.12, comma 6 punisce espressamente ‘chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità’".
"La maternità surrogata - attacca ancora Baldassarre - è un business vergognoso da circa 6 miliardi di dollari all'anno, che secondo il Global Surrogacy Market Report, diventeranno 27,5 miliardi nel 2025, con una crescita annuale del 24,5 per cento. Ecco la schiavitù del terzo millennio".
"In uno studio del 2010, apparso su Human Reproduction, - prosegue l'esponente della Lega - si stima in un numero compreso tra 3500 e i 4500 gli italiani che decidono di affrontare un viaggio per comprare un neonato. I dati parlano da soli. Come politico, donna e madre, chiedo che vengano rispettate le norme che vietano queste forme di pubblicizzazione".
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