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In migliaia nelle piazze contro il green pass. È incostituzionale?

© Sputnik . Evgeny UtkinManifestazione No green pass a Milano
Manifestazione No green pass a Milano - Sputnik Italia, 1920, 25.07.2021
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Gli italiani scendono in piazza da nord a sud contro il green pass. Dal 6 agosto sarà necessaria la certificazione verde per diverse attività rendendo obbligatorio, in modo indiretto, il vaccino anti-Covid. Diversi esperti sollevano dubbi costituzionali in merito.
Mentre i giornalisti vanno a caccia dei non vaccinati e bollano come “no-vax” ogni persona che sollevi dei dubbi sui vaccini contro il Covid, le piazze italiane si riempiono di cittadini contrari al green pass. Dal punto di vista giuridico a porre dei dubbi è anche il costituzionalista Michele Ainis, che ha sottolineato in un programma su rete 4 come “i vaccini per tutti non siano disponibili, verrebbe quindi imposto un obbligo che non tutti possono rispettare”.
Teoricamente il vaccino anti-Covid in Italia non è obbligatorio, ma per poter partecipare ad una serie di attività dal consumo di un semplice caffè al tavolo o alla visita di un museo una persona è praticamente costretta a vaccinarsi. Non tutti, infatti, sono in grado di pagarsi continui tamponi. Il green pass è incostituzionale? Sputnik Italia ne ha parlato con Fabrizio Giulimondi, giurista, consulente giuridico-normativo presso la presidenza della Commissione Agricoltura del Senato, componente del comitato scientifico di ForoEuropa e collaboratore di LabParlamento.
Continuano le manifestazioni nelle piazze italiane contro il green pass. Fabrizio Giulimondi, qual è il suo punto di vista: il green pass è incostituzionale?
— Oramai siamo in un’epoca in cui le parole hanno perso completamente di significato, vengono usate al di fuori del loro significato semantico. Siamo di fronte ad un plateale obbligo indiretto di vaccinazione. Si potrebbe fare un ragionamento di natura costituzionale. Se non fai il vaccino ti è impedito di andare a bere una birra dentro al locale o di andare a prendere una pizza, di visitare un museo o di andare al cinema. È ovvio che si tratta di un obbligo a vaccinarsi, non capisco perché non lo chiamino in questo modo.
Se fosse un obbligo dovremmo ragionare sull’applicazione dell’articolo 32 della Costituzione, dovremmo ragionare sulla risoluzione del Consiglio d’Europa dello scorso gennaio il quale dice a chiare lettere che non è ammissibile l’obbligo di vaccinare e non bisogna adoperare alcuno strumento coercitivo diretto o indiretto a vaccinarsi. Altrettanto parla una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sulla mancanza di un diritto all’obbligo vaccinale in Europa che tende ad impostare il discorso giuridico all’opposto, cioè sulla non obbligatorietà.
Pfizer - Sputnik Italia, 1920, 25.07.2021
Pisa: Ha ricevuto 6 dosi di vaccino per errore e non le danno neanche il green pass
Qual è la differenza fra questo vaccino e quelli tradizionali già esistenti?
— Noi stiamo ragionando di un vaccino che non è come quelli precedenti validati una volta terminata del tutto la sperimentazione, siamo di fronte ad un vaccino di natura diversa, perché lo ammettono le stesse case farmaceutiche: è in corso la quarta fase di sperimentazione che dovrebbe terminare a dicembre 2023. La dicitura “no vax” ormai risulta insopportabile; se uno applica un ragionamento di dubbio diventa in automatico negazionista e “no vax”. Io per esempio sono a favore dei vaccini, gli altri, e non sono per niente negazionista, perché ho conosciuto un sacco di amici che hanno avuto il Covid.
È importante ricordare che, come dice la giurisprudenza della Corte Costituzionale, nel momento in cui obblighi al vaccino devi stanziare anche un fondo per gli eventuali danni che provoca tale vaccino. Evidentemente sapendo che questo vaccino potrebbe provocare diversi danni non viene reso obbligatorio per non stanziare alcun fondo.
Io non mi vaccino per gli altri, io mi vaccino per salvare me stesso. Gli altri vaccini venivano imposti e resi obbligatori perché c’erano in giro batteri particolarmente dannosi e fatali, con il vaccino si evitava la morte certa. Alla luce del pensiero di proporzionalità e di precauzione la domanda è: un ragazzo che non rischia nulla è giusto che si vaccini rischiando? Perché a livello giuridico non potremmo porci questa domanda?
Manifestazione No green pass a Milano - Sputnik Italia, 1920, 25.07.2021
No green pass a Milano - Foto
Secondo lei manca un reale e aperto dibattito sul tema del vaccino e del green pass in Italia? Chi solleva dei dubbi viene immediatamente etichettato come “un vax”, giusto?
— Assolutamente sì. Non si riesce più a parlare. Manca lo studio della storia, del diritto e della matematica. Siamo di fronte ad un nuovo sacramento laico del vaccino su cui non si può discutere. Se uno si vuole vaccinare lo deve fare, ma le cose vanno chiamate con il proprio nome. Questo è un obbligo vaccinale indiretto. Perché non lo rendono obbligatorio convinti della sua efficacia?
Il vaccino viene chiamato come un esercizio di libertà, ma quale esercizio di libertà quando costringi un ragazzino di 12 anni a vaccinarsi o a fare un tampone per andare al cinema?
Protesta anti Green Pass a Roma - Sputnik Italia, 1920, 25.07.2021
Roma: protesta anti green pass
Per ottenere il green pass oltre al vaccino una persona può effettuare un tampone, ma è una spesa non indifferente per le famiglie, non crede?
— Una famiglia media con padre, madre e due figli vanno a mangiare la pizza e devono entrare dentro al locale e quanto viene a costare questa pizza? Non mi possono obbligare a somministrare un vaccino che a me può far male, io non lo faccio.
Le persone si fanno sentire poco a poco nelle piazze. Che ne pensa delle manifestazioni?
— Le persone in maniera pacifica scendono in piazza, anche io andrò mercoledì a Piazza del Popolo. Le persone devono prendere coscienza di quello che sta accadendo. È normale che si possa discutere di tutto tranne che dei vaccini? È normale che la matematica e i numeri non valgono più nulla? Di fronte ad un crescendo di contagi non vediamo parallelamente un aumento significativo di morti o di terapie intensive. Le parole vengono usate con tanta violenza che rimangono sconcertato. I giornali titolano “caccia a chi non si vaccina”. Sono basito.
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