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Catastrofe della Paratetide: scomparsa del più grande lago della Terra

© Depositphotos / YerbolatCatastrofe della Paratetide
Catastrofe della Paratetide - Sputnik Italia, 1920, 25.07.2021
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Gli scienziati hanno ricostruito in dettaglio la storia del più grande lago terrestre, la Paratetide, che si estendeva in Asia centrale, nella Russia meridionale e arrivava persino fino alle Alpi.
Nel lago vivevano delfini e balene e sulla costa regnava una ricchissima fauna che successivamente si spostò in Africa. Alcuni milioni di anni fa questo gigante bacino idrico scomparve causando una catastrofe ecologica.

Tracce dell’oceano Tetide

Durante il Mesozoico, 200 milioni di anni fa, tutti i continenti erano riuniti in due giganti super-continenti: Gondwana nell’emisfero australe e Laurasia in quello boreale. Tra di loro si trovava un paleo-oceano che nel 1893 il geologo austriaco Eduard Suess chiamò Tetide in onore della dea greca Teti. Mano a mano che la Gondwana si disgregava, la Tetide si ritirò fino a diventare uno stretto mare interno che si estendeva dalla costa atlantica degli attuali Marocco e Spagna fino all’Asia centrale. A metà del Miocene, circa 12 milioni di anni fa, le placche si scontrarono provocando la comparsa di montagne in Europa centrale e la divisione dell’oceano Tetide in due bacini. A ovest si formò il Mediterraneo, mentre a est un enorme lago, la Paratetide.

Fasti e decadenza della Paratetide

Di recente i geologi hanno ricostruito in dettaglio la storia di Paratetide negli ultimi 12 milioni di anni. È emerso che nel mega-lago il livello di acqua dipendeva completamente dai fiumi in esso affluenti. E la portata di questi fiumi cambiava a seconda del clima.
Nei periodi di massima secca il lago occupava un territorio che andava dai Carpazi al Kazakistan: la Crimea e il Caucaso erano delle isole al centro del lago. Era comunque più grande dell’attuale Mediterraneo, circa 2,8 milioni di km2, e 80 metri sopra l’attuale livello degli oceani. Conteneva fino a 1,77 milioni di km3 di acqua, ossia oltre dieci volte rispetto al volume contenuto complessivamente nei bacini d’acqua dolce e salata oggi esistenti su tutto il pianeta. Quando l’acqua si ritirava, rimanevano due bacini: uno in corrispondenza della piana del mar Nero e uno a sud del mar Caspio.
Gli scienziati hanno appurato che 7,65-7,9 milioni di anni fa, durante la Grande siccità di Kherson, i livelli del lago Paratetide scesero di 250 metri, emersero dalle acque l’Ucraina meridionale, la Crimea, il Caucaso settentrionale e le alture di Stavropol, si seccò lo stretto del Caucaso settentrionale che univa il mar Nero al mar Caspio. Di conseguenza, si vennero a creare due bacini idrici distinti.
Quattro milioni di anni fa l’acqua risalì e di nuovo mar Nero e Caspio si unirono. Per lungo tempo esistette un unico bacino idrico che comprendeva il mar Nero, il Caspio, il basso Volga e l’area tra il Caspio e il lago d’Aral. Questo bacino si divise soltanto tra 500.000 e 300.000 anni fa.

Patria degli elefanti

Nel mega-lago si venne a creare una fauna unica nel suo genere. Qui abitavano i più piccoli misticeti della Terra, ossia balenottere lungo circa 2 metri. È interessante che molti delfini, foche e balene che abitavano nella Paratetide fossero piccoli. Secondo i biologi, questo era il modo in cui gli animali si erano adattati alle dimensioni mutevoli del bacino idrico.
Condizioni peculiari si era imposte anche sulle coste della Paratetide. Mano a mano che il livello dell’acqua del lago diminuiva, la linea costiera si trasformava in prati ricchi di cibo, luoghi particolarmente ideali per lo sviluppo evolutivo.
Un articolo di recente pubblicazione, dedicato alla formazione della fauna africana contemporanea, dimostra che molte specie di mammiferi che oggi abitano nelle savane africane (antilopi, elefanti, giraffe), nacquero proprio sulla costa meridionale della Paratetide, in un’area paragonabile all’attuale Iran occidentale.

Un lago che ha riempito un mare

L’evento chiave nella storia del più grande lago della Terra si verificò circa 6 milioni di anni fa. I continui movimenti tettonici causarono la formazione di montagne nell’area occidentale del Mediterraneo. In quello stesso periodo per via dell’aumento dei ghiacciai nell’emisfero boreale diminuì bruscamente, di 100-120 metri, il livello degli oceani. Di conseguenza, il Mediterraneo si ritrovò diviso dall’Atlantico e per alcuni millenni di fatto rimase asciutto: c’erano soltanto 3-4 laghi molto salati a cui affluivano grandi fiumi. In paleogeografia questo evento è chiamato Crisi di salinità del Messiniano.
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Invece nella vicina Paratetide l’acqua aumentava perché si erano originate le montagne del Caucaso. A un certo punto l’acqua del lago superò il limite naturale rappresentato dal Bosforo e da quota 200-250 metri si riversò nella secca piana del Mediterraneo. Così della Paratetide rimasero soltanto singoli frammenti: mar Nero, mar d’Azov, mar Caspio, mar d’Aral, ecc.
La depressione caspica e i territori compresi tra il mar Caspio e il lago d’Aral rappresentano il fondale dell’antico bacino idrico che di fatto non ha subito alcun cambiamento. Questo è ben visibile nell’altopiano di Ustyurt, nell’area centroasiatica occidentale: si tratta di una distesa perfettamente piatta e ricoperta di fratture del terreno che i resti rialzati delle antiche isole della Paratetide.
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