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Medici no-vax, il Veneto non può sospenderli: "Manca personale"

© REUTERS / Emilie Madi I medici lavorano in terapia intensiva
I medici lavorano in terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 24.07.2021
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Lo ha detto ieri il governatore della regione Luca Zaia: “Non hanno ragione, ma per ora non si procede per mancanza di professionisti”.
"Se sei contro i vaccini non devi andare a fare il medico”, ha ripetuto qualche giorno fa il presidente della regione Veneto, Luca Zaia in un’intervista ad una emittente locale. Eppure, almeno per ora, nonostante nei giorni scorsi siano partite le prime notifiche di sospensione per i sanitari no-vax dalle Ulss della regione, non si potrà procedere contro i medici che hanno rifiutato di sottoporsi alla vaccinazione per “mancanza di personale”.
Lo ha annunciato ieri il governatore facendo il punto sull’emergenza Covid a Marghera.

“Non sono dalla parte della ragione, ma per ora non si procede con la sospensioni per i medici non vaccinati perché ci vuole coordinamento nazionale e dietro alle sospensioni c’è un altro problema: la mancanza di professionisti”, ha detto Zaia citato dal Corriere della Sera.

“Chi ha fatto questo decreto non ha tenuto conto del fatto che manca personale”, ha poi aggiunto il governatore leghista.
Insomma, senza i medici contrari alle vaccinazioni anti-Covid gli ospedali veneti rischiano di andare in tilt. E inoltre, ha sottolineato il presidente della regione, c’è anche un problema di ordine normativo, visto che “leggi e regolamenti” non sono ancora del tutto chiari.
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In Veneto i sanitari non vaccinati, secondo la FROMCeO Veneto, arrivano a quota 20mila. Nei giorni scorsi, come riportava Rainews, le aziende sanitarie della regione avevano iniziato a far recapitare a medici e infermieri no-vax le prime lettere di sospensione dall’attività e dall’ordine, senza possibilità d’appello.
Intanto l’indice Rt in Veneto è salito all’1,6. Ma, ha chiarito Zaia, oggi “c’è un rapporto molto diverso tra contagi e ospedalizzazioni rispetto al passato”.

“Dobbiamo prepararci ad avere molti contagiati – ha aggiunto ma voglio tranquillizzare che non siamo a rischio cambio di zona con questi nuovi parametri”.

Poi il governatore ha affrontato il nodo del Green pass, criticando il modello francese e mettendo l’accento sulla disponibilità delle dosi di vaccino a fronte delle nuove regole che entreranno in vigore dal prossimo sei agosto.
“Prendo atto che è stato esteso in maniera importante l’uso del green pass. Il tema oggi allora è un altro: siamo in grado di garantire i vaccini? A me – ha detto Zaia sembra che ne manchino perché vi confermo che c’è un assalto alla diligenza per vaccinarsi”.
In Veneto, ha poi fatto sapere il governatore leghista, le dosi a disposizione sono 200mila fino a settembre e dovrebbero bastare a garantire l’immunizzazione dell’82 per cento della popolazione entro il mese di ottobre.
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