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Mattarella promulga il dl Sostegni bis ma richiama il Parlamento e Draghi sull’uso della fiducia

© Foto : Ufficio Stampa QuirinaleMattarella e Draghi
Mattarella e Draghi - Sputnik Italia, 1920, 23.07.2021
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Il presidente della Repubblica chiede di rimuovere questa prassi di voto d’urgenza e di rispettare l'omogeneità dei provvedimenti.
Consapevole della straordinarietà e della gravità del momento per il Paese il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha annunciato di avere promulgato la legge di conversione del decreto legge Sostegni bis.
Ma nella stessa lettera di notifica, il capo dello stato invita i presidenti di Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Camera, Roberto Fico, e il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi a utilizzare meno spesso la prassi del voto di fiducia.

"Ho provveduto alla promulgazione in considerazione dell'imminente scadenza del termine per la conversione e del conseguente alto rischio, in caso di rinvio, di pregiudicare o, quantomeno, ritardare l'erogazione di sostegni essenziali per milioni di famiglie e di imprese”, ha scritto Mattarella.

Il presidente, però, ha ricordato che la crisi presente e gli impegni in sede europea non possono “affievolire il dovere di richiamare al rispetto delle norme della Costituzione".
"Avverto la responsabilità di sollecitare nuovamente Parlamento e Governo ad assicurare che, nel corso dell'esame parlamentare, vengano rispettati i limiti di contenuto dei provvedimenti d'urgenza, come già richiesto con analoga lettera dell'11 settembre 2020", ha aggiunto.

Mattarella utilizzerà il suo potere di rinvio alle Camere in futuro

In particolare, il presidente della Repubblica ha voluto sottolineare che in futuro valuterà la possibilità di inviare indietro alle Camere quelle leggi che presentano “gravi anomalie” come previsto dall'articolo 74 della Costituzione.

Mattarella nella lettera a Draghi, Fico e Casellati, sottolinea che a suo giudizio il Sostegni bis "contiene 393 commi aggiuntivi, rispetto ai 479 originari” e ci sono delle modifiche che “sollevano perplessità” perché “appaiono estranee all’oggetto del provvedimento”.

Secondo il capo dello stato il ricorso al decreto d’urgenza e alla questione di fiducia rischia di creare “incertezze interpretative” e “complicazioni per la vita dei cittadini e delle imprese”.
Il presidente ricorda che da febbraio 2020 a luglio 2021 i decreti legge sono stati 65, più del doppio rispetto ai 18 mesi precedenti quando erano stati 31.

Modificare la tendenza

Il presidente conclude la sua lettera invitando a “modificare l'attuale tendenza. I decreti-legge devono presentare ab origine un oggetto il più possibile definito e circoscritto per materia”.
"Auspico che queste considerazioni e questi rilievi siano oggetto di approfondimento e di riflessione nell'ambito del Parlamento e del Governo”, conclude.
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