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Discoteche chiuse, la rabbia di chi in discoteca ci lavora: illusi e ignorati dal governo

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaDiscoteca
Discoteca - Sputnik Italia, 1920, 23.07.2021
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Il ministro Speranza lo ha annunciato: discoteche chiuse. Nessuna concessione, neanche con il green pass. Invece in Italia si balla: nelle piazze, sulle spiagge, dove nessuno controlla. La difficile situazione raccontata da uno che in discoteca ci va per lavorare.
Illusi che con il green pass avrebbero potuto riaprire in sicurezza ed ora, ancora una volta, abbandonati al proprio destino. Con la beffa di assistere a scene come quelle dei festeggiamenti per la vittoria negli Europei dell'Italia, oppure di tanti luoghi che discoteche non sono, affollate di persone che ballano non curanti delle norme in vigore.
C'è rabbia nelle parole di Alessio Morando, vocalist e performer: uno dei tanti lavoratori del settore discoteche e sale da ballo italiane. Le discoteche sono, o meglio erano, circa 2500 in Italia, secondo i dati dell'associazione di categoria SILB.
Il fermo rischia di scrivere la parola fine sul settore del divertimento notturno, e di chi vi lavora.
Da quanto tempo è che non lavori?
Il 23 febbraio 2020 ho fatto l’ultima serata “normale”. Poi sono stato fermo fino a fine giugno 2020 dove c’è stata una piccola parentesi di un mese e mezzo, dove hanno riaperto le discoteche, ma, almeno dalle mie parti, in Liguria, non a pieno regime. Il 14 agosto 2020 hanno richiuso tutto di nuovo. Adesso da una settimana, se non richiudono di nuovo tutto, lavoro in un locale che si è convertito a disco bar, ma non ha niente a che vedere con la discoteca. Ingressi solo su prenotazione e al tavolo, gente seduta, o che rimane comunque nel suo spazio, niente pista da ballo, capienza ridotta a meno della metà. In ogni caso domani dovrebbe essere il secondo sabato del 2021 che lavoro, se non richiudono tutto un'altra volta.
Ristori ne hai visti?
Essendo partita IVA ho visto quei pochi ristori che ci hanno dato. Diciamo che in un anno e mezzo mi hanno dato circa 3500€. Adesso ho letto che hanno stanziato dei fondi per i proprietari di discoteche per i mancati incassi, ma noi che ci lavoriamo come free lance, non essendo dipendenti di nessun locale, non vedremo un euro! Ci hanno illuso, nei mesi scorsi, che con il green pass si sarebbero potute aprire tutte le attività che prevedevano assembramenti. Come abbiamo visto non è stato cosi. Gli unici rimasti fuori siamo ancora una volta noi delle discoteche.
C’era il sentore che il green pass avrebbe reso possibile la riapertura, o almeno una cornice normativa adeguata, rispetto ad una realtà che vede lidi, bar, club privati trasformati di fatto in discoteche: come ci si sente a non poter lavorare, quando altri lavorano illegalmente?
Molte discoteche, per poter sopravvivere e far lavorare il personale si sono trasformate in disco bar, ma è anche vero che molti bar, hanno approfittato della situazione e si sono trasformati in “discoteche”. Non me la sento di giudicare nessuno, ma è anche vero e lo dico per esperienza, che i ragazzi quando escono la sera, soprattutto adesso che è estate, si vogliono divertire, e poco importa se le discoteche sono chiuse, se sentono un po’ di musica si alzano e ballano, ovunque si trovino.
Quale dovrebbe essere la soluzione? Legarli alla sedia? O spegnere completamente la musica come hanno fatto a Mikonos? Il green pass sarebbe stato un modo per poter ricominciare in sicurezza. Ma adesso non ci hanno nemmeno presi in considerazione, probabilmente perche non vogliono prendersi la responsabilità e preferiscono mantenere la situazione cosi, un po’ borderline.
Come già accaduto, subito dopo le conferenze stampa del governo sui social si scatena un tutti contro tutti: i cattivi di turno erano i runner, poi le palestre, gli sciatori, i ristoratori ora chi va in discoteca. Che cosa ti senti di rispondere?
Il popolo dei social network, in particolare Facebook e Twitter è sempre stato cosi, anche prima del covid. Qualsiasi cosa esca, che sia una notizia di cronaca, di gossip o in questo caso, sulla situazione della pandemia, la gente si sente in dovere dare sempre la sua opinione su tutto, anche se di quella cosa non si conosce niente. Quindi ci sarà sempre una parte a favore e una contro.
E’ chiaro che le pagine che fanno informazione o ancora di più i politici ci giocano molto con questa cosa e spesso sono proprio loro a fomentare questi “scontri” In questa situazione, dove bisogna per forza trovare un capro espiatorio, le persone che vanno contro, sono sempre quelle che di quella cosa non ne usufruiscono o non ne sanno niente, e quindi per loro è superflua.
Chi dava contro ai runner erano quelle persone che a correre non ci sono mai andate, cosi come per lo sci o le palestre. Per il mondo della notte è la stessa cosa. Chi pensa che non sia indispensabile, sono probabilmente persone che sono sempre uscite poco la sera, che non sono mai andate in discoteca e che hanno un idea completamente distorta di questo mondo.
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