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Cingolani: “Al G20 ambiente un accordo storico, il più completo mai concepito”

CC BY-SA 4.0 / Niccolò Caranti / ICub and Roberto Cingolani (cropped photo)Roberto Cingolani, Ministro per la Transizione ecologica
Roberto Cingolani, Ministro per la Transizione ecologica - Sputnik Italia, 1920, 23.07.2021
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L'accordo recepisce la connessione tra clima, ambiente, energia e povertà sulla base delle linee guida del Pnrr italiano, con 25 articoli e 10 linee di azione.
La presidenza italiana del G20 ha ottenuto un primo importante risultato alla riunione sull’Ambiente organizzata a Napoli e di cui oggi si tiene il secondo e ultimo giorno.
Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha parlato di “un accordo storico e unico” e “il più completo mai concepito”.
Il frutto di mesi di negoziati, da febbraio, ha spiegato Cingolani, che hanno consentito di firmare un documento in cui “per la prima volta il G20 ha riconosciuto l'interconnessione tra clima, ambiente, energia e povertà: non era un passaggio scontato, finora erano settori considerati separati".
Un documento di sette pagine, con 25 articoli e diviso in 10 linee di intervento.
Secondo Cingolani contiene "una visione ambiziosa che ricalca quella che era l'intenzione della presidenza italiana del G20" e del Pnrr italiano.

Le 10 categorie per la prima volta riconosciute dal G20

Secondo Cingolani il lavoro di ieri e quello dei 17 incontri che lo hanno preceduto “ha soddisfatto tutti” e l’accordo è stato “negoziato fino all'ultimo secondo".
L’intesa è ambiziosa e individua 10 linee di intervento che riflettono la visione del Pnrr italiano:
soluzioni naturali per il clima;
lotta al degrado del suolo;
sicurezza alimentare;
uso sostenibile dell’acqua;
tutela degli oceani;
lotta alla plastica in mare;
uso sostenibile e circolare delle risorse;
città sostenibili;
educazione;
finanza verde.

Oggi a Napoli si parla di emissioni ed emergenza climatica

Il secondo giorno di lavori del G20 Ambiente sarà sicuramente più complesso.
Il tema sarà Energia e Clima, terreno su cui sono stati trovati molti più ostacoli sul fronte di un’intesa.
Ieri Cingolani ha voluto ricordare che bisogna puntare sulla decarbonizzazione dei Paesi in via di sviluppo, perché “continuare a investire nella decarbonizzazione in Europa è importante”, ma il Vecchio Continente “produce solo il 9% della Co2. Ha un’ottima leadership nello sforzo, ma non basta. Se altri Paesi non aderiscono, le loro emissioni compensano i nostri tagli, il sistema salta e noi intanto ci siamo svenati”.
Per il ministro bisogna evitare che “noi produciamo prodotti green più costosi, ma poi altri Paesi ci fanno concorrenza con prodotti che non rispettano l’ambiente”.
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