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Licenziamenti via mail e WhatsApp. La nuova moda dell’estate 2021

© Sputnik . Clara StatelloI lavoratori della ditta Elpis sono stati licenziati senza preavviso e in maniera non ufficiosa, lo scorso 3 luglio con un messaggio mandato su whatsapp
I lavoratori della ditta Elpis sono stati licenziati senza preavviso e in maniera non ufficiosa, lo scorso 3 luglio con un messaggio mandato su whatsapp - Sputnik Italia, 1920, 22.07.2021
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Ultimamente in Italia è sempre più frequente la comunicazione del licenziamento via email, sms o WhatsApp.
Le prime “vittime” sono stati 152 lavoratori della Gianetti Ruote. Poi è toccato alla GKN. 422 lavoratori si sono visti recapitare una mail che li ha avvertiti della chiusura a freddo della fabbrica.
I licenziamenti collettivi via mail sono leciti? Per un approfondimento Sputnik Italia ha raggiunto un’affidabile tecnica della materia.
Sciopero lavoratori Teva, Nerviano - Sputnik Italia, 1920, 20.07.2021
L’onda dei licenziamenti: dopo Gianetti e Gkn a casa i dipendenti Timken
— Avvocato, quale è la Sua lettura dei casi di Gianetti Ruote e GKN? È il primo effetto dello sblocco dei licenziamenti per il settore dell’industria e delle costruzioni che hanno lavorato anche in piena pandemia?
— Non parlerei di un caso, essendo tale solo per effetto della risonanza mediatica che gli è stata riservata (insieme a GKN e Whirpool). Neppure lo riterrei legato, se non indirettamente, allo sblocco dei licenziamenti in determinati settori, che poi proprio tale non è. Lo riterrei, semmai, un effetto della totale carenza di politiche industriali chiare e di politiche attive accessibili.
Si tratta di un precedente italiano o ci sono già stati casi simili nel mondo? Potrebbe fare qualche esempio concreto?
— Ciò che è unico, in questa vicenda e in quelle analoghe, è bloccare il mercato del lavoro per oltre 18 mesi, impedendone il fisiologico turn-over. Il blocco dei licenziamenti – in vigore dal 17 marzo 2020 – è il vero unicum italiano nel mondo. Che non potrà non avere conseguenze negative.
"Chi opera in Italia deve rispettare le regole del nostro Paese. Noi abbiamo richiamato queste imprese a rispettare le procedure e ad un confronto con le parti sociali. Quindi non si licenzia per mail o per Whatsapp", ha affermato a RaiNews 24 è il ministro del Lavoro Andrea Orlando in merito ai casi di Gianetti ruote e Gkn. Dal punto di vista della legge italiana è accettabile il licenziamento dei lavoratori (italiani) che lavorano per una multinazionale via mail inaspettata?
— I licenziamenti collettivi sono regolati da norme chiare e formali, che prevedono una procedura precisa e le modalità per tutte le comunicazioni che devono intervenire: con le istituzioni, con i rappresentanti sindacali e con i lavoratori (incluso il licenziamento). Chiunque non rispetti le norme sarà sanzionato e i licenziamenti eventualmente intimati invalidi. Ritengo alquanto improbabile, in tale contesto normativo, che i lavoratori siano stati direttamente “licenziati per mail o per WA”.
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— Quale struttura internazionale può o è autorizzata a risolvere questo conflitto?
— Eventuali contenziosi per la violazione delle norme italiane sui licenziamenti, individuali o collettivi, devono essere sottoposti alla magistratura del Lavoro competente per territorio. Se del caso, anche in via d’urgenza. I Sindacati, insomma, così come i lavoratori, hanno una tutela specifica in queste situazioni (laddove fossero reali), ben più efficace delle petizioni di principio o degli scioperi.
— Secondo Lei, è l’inizio di una lunga serie o saranno i casi isolati?
— Certamente, dopo l’innaturale congelamento del mercato del lavoro per effetto del blocco dei licenziamenti, le imprese che devono riorganizzarsi procederanno speditamente. Non per volontà di licenziare, ma per l’esigenza di stare sul mercato, profondamente cambiato per effetto della pandemia. Ribadisco, purtroppo, che saranno costrette a farlo in un contesto in cui ancora latitano efficaci politiche industriali e politiche attive.
L'opinione dell'autore potrebbe non coincidere con la posizione della redazione.
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