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Green pass per viaggiare in treno: carrozze separate per chi non ce l'ha?

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaScannerizzazione di un pass magnetico
Scannerizzazione di un pass magnetico - Sputnik Italia, 1920, 22.07.2021
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Sta facendo discutere la proposta di un assessore regionale dell'Emilia Romagna, che chiede un' "applicazione rigorosa" del lasciapassare sanitario per permettere le riaperture e la revoca dei divieti agli spostamenti.
Carrozze separate per chi non ha il green pass, come si faceva una volta per i fumatori.
E' questa la proposta suggerita in un post di Facebook da Mauro Felicori, assessore regionale alla Cultura dell'Emilia Romagna.
Il governo deciderà a breve se estendere il lasciapassare sanitario e l'opinione pubblica è divisa tra favorevoli e non. L'assessore emiliano ribadisce la sua posizione "a favore di una rigorosa applicazione" del Green pass per consentire la partecipazione agli eventi, la libertà di spostamento e l'ingresso a cinema, musei, teatri, etc.
"In questa eventuale norma non bisogna solo vedere i divieti, ma anche le opportunità", scrive nel post.
In particolare, nel campo culturale, l'assessore fa notare che lo strumento aprirebbe la strada all'abolizione del distanziamento, che dimezza i posti a sedere rendendo insostenibile la gestione di teatri e cinema.
Inoltre "avendo come obiettivo la salute e non la mortificazione dei refrattari, si potrebbe applicare" può essere utilizzato per far viaggiare i treni a piena capacità "dividendo le carrozze, come era una volta per i fumatori".
Allo stesso tempo, se bar e ristoranti resteranno fuori dal decreto, si dovrà consentire l'utilizzo della formula "Green pass obbligatorio", che consentirebbe di aumentare i clienti.
"Comunque è ora che il mondo della cultura, che in prevalenza ha accettato senza reazioni gli eccessi di limitazioni alla vita di musei, cinema, teatri e biblioteche, si applichi al problema: siamo in estate e il bel tempo aiuta, ma le stagioni 2021/22 in ottobre cominciano", conclude il post.
La proposta di Felicori ha scatenato un vespaio di critiche da parte di chi ha paragonato la proposta ad una misura segregazionista del tutto simile all'apartheid.
"Bonaccini informi il suo assessore che l'apartheid è finita", ha scritto il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Giancarlo Tagliaferri.
"La sua proposta di treni per soli vaccinati ricorda il peggior razzismo e la più becera cattiveria - aggiunge in una nota Tagliaferri - Ci sono persone che hanno paura di vaccinarsi perché le informazioni fornite dalla Regione hanno spaventato più che rassicurare, ci sono persone che non possono vaccinarsi perché troppo fragili o perché reduci da interventi chirurgici".
Il consigliere ha chiesto al presidente Bonaccini di smentire le affermazioni dell'assessore regionale. Analoghe critiche sono giunte dalla Lega.
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