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Landini risponde a Confindustria sul green pass per lavorare: “Spero sia il caldo”

© Foto : CGIL Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni
Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni - Sputnik Italia, 1920, 21.07.2021
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Non sono le aziende che decidono chi lavora, ma il governo che deve far rispettare il patto sui licenziamenti, dice il segretario della Cgil.
Non vuole neanche valutare o discutere della proposta avanzata da Confindustria di non far lavorare coloro che non sono vaccinati. Maurizio Landini, segretario della Cgil, archivia l’idea con un laconico “spero che sia il caldo”.
Lavoro in fabbrica - Sputnik Italia, 1920, 20.07.2021
Confindustria propone estensione del green pass anche nelle aziende
Parlando alla Stampa argomenta che “in questo anno di pandemia i lavoratori sono sempre andati in fabbrica in sicurezza. Rispettando i protocolli e le norme di distanziamento. Non sono le aziende che devono stabilire chi entra e chi esce”.
Landini spiega che non è contro i vaccini, ma è d’accordo che “tutti si vaccinino” ma la proposta della parte datoriale è “una forzatura”.
“Confindustria, piuttosto, si preoccupi di far rispettare gli accordi contro i licenziamenti”, rincara passando al tema caldo del momento.

Pioggia di licenziamenti

Il segretario della Cgil torna sull’argomento scottante di queste settimane, in cui diverse multinazionali hanno deciso di punto in bianco di mandare a casa migliaia di lavoratori.
“Ora stiamo chiedendo di far applicare quell’accordo ad alcune multinazionali che ragionano con una logica da Far West”, dice.
La logica da scardinare è che “siamo di fronte ad aziende che chiudono lo stabilimento italiano e proseguono la produzione altrove. In alcuni casi rifiutandosi, com’è accaduto nei giorni scorsi, di discutere con il governo e le istituzioni”.

Puntare su attrazione investimenti e codeterminazione

Il segretario della Cgil sottolinea che per tutelare il sistema produttivo italiano “serve una politica industriale che promuova investimenti in Italia e che faccia tornare qui il lavoro precedentemente delocalizzato”.
È necessario un tavolo per far applicare l’accordo contro i licenziamenti, già entro fine luglio e poi bisogna ragionare su come “governare la riconversione produttiva che cambierà il Paese nei prossimi 5-10 anni”.
Su questo fronte Landini propone una “codeterminazione” con aziende e sindacati che “si impegnano a consultarsi prima sulle scelte strategiche e a difendere insieme il lavoro e l’occupazione. Una scelta di riconoscimento reciproco”.
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