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Cirinnà: “Gli emendamenti dei renziani vogliono demolire il ddl Zan, sono sconvolta”

© Foto : Governo italiano / Alberto de Leonardis / CC-BY-NC-SA 3.0 ITSenato della Repubblica, le Comunicazioni del Presidente Conte in vista del Consiglio europeo del 10-11 dicembre
Senato della Repubblica, le Comunicazioni del Presidente Conte in vista del Consiglio europeo del 10-11 dicembre - Sputnik Italia, 1920, 21.07.2021
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La senatrice spiega che la modifica chiesta da Italia viva al primo articolo colpisce anche gli altri escludendo i riferimenti all’identità di genere e all’orientamento sessuale.
Dopo la giornata calda degli emendamenti, circa mille, presentati sul ddl Zan, che rischia il rinvio a settembre, fioccano le prese di posizione e le proteste per l’atteggiamento di Italia viva, in particolare del fronte Pd.
DDL Zan - Sputnik Italia, 1920, 20.07.2021
Ddl Zan sommerso dagli emendamenti, rischia di slittare a settembre
La senatrice Dem Monica Cirinnà dice al Corriere della Sera di essere “sconvolta” dalla condotta dei renziani, perché “era stato Renzi a garantire che Italia viva non avrebbe presentato emendamenti al ddl Zan”. Ieri, invece, oltre ai quasi 700 della Lega e oltre 100 di Fratelli d’Italia, sono stati presentati quattro emendamenti a firma Iv.
“Ma a parte i numeri è il merito degli emendamenti che mi ha sconvolto”, perché “quando ho letto il primo emendamento ho capito con chiarezza che l’intento di Italia viva è totalmente demolitorio nei confronti del ddl Zan”, dice Cirinnà.

Le mediazione è falsa

Per la senatrice Dem Iv non vuole mediare, “è falso”.
Uno degli emendamenti “apparentemente è riferito all’articolo 1 della legge Zan, ma nella realtà colpisce tutti gli articoli” perché escluderebbe “ogni riferimento nel testo all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Viene proposto di sostituire queste due definizioni con omofobia e transfobia”.
Una scelta che non aiuterebbe il ddl perché i due termini “non hanno la sufficiente determinatezza per stare in una legge penale” e “non consentono ai giudici di identificare tutte le vittime dei crimini d’odio”, come coloro che sono in transizione.
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