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Quintarelli a Sputnik: Pegasus, nessuno smartphone è al sicuro

© Depositphotos / Ryanking999Una ragazza con smartphone in mano
Una ragazza con smartphone in mano - Sputnik Italia, 1920, 20.07.2021
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Pegasus colpisce ancora. Nato come software per controllare i traffici dei terroristi lo spyware della società israeliana NSO ha spiato i dispositivi di numerosi giornalisti, attivisti e politici. Una minaccia dalla quale non può sfuggire alcun dispositivo.
Secondo quanto emerge da un’inchiesta condotta dal Washington Post e altre testate internazionali diversi governi hanno usato il software israeliano di spionaggio Pegasus. Sono finiti nel mirino giornalisti, attivisti e addirittura capi di Stato. Nell’elenco ci sarebbero oltre 50 mila numeri di telefono.
Non è il primo caso di spionaggio informatico a danno dei cittadini, ma qual è la particolarità dello scandalo Pegasus? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Stefano Quintarelli, informatico ed ex parlamentare.
— Stefano Quintarelli, che cos’è lo spyware Pegasus? Come funziona?
— Uno spyware è un pezzo di software che si installa su un dispositivo di un utente a sua insaputa. Può accadere su un telefono, su un computer, su una webcam, su una playstation e via dicendo. Una volta installato lo spyware prende il controllo del dispositivo a suo vantaggio. Se parliamo di un telefono al suo interno vi sono i sensori di posizione che possono essere falsificati e alterati, all’interno del telefono abbiamo un microfono che può essere attivato, una fotocamera che può essere attivata per fare foto e video; possono essere prelevati degli archivi contenenti file. Può essere prelevata la rubrica, tutti i dati, compresa l’email.
— Non è la prima volta che si registra un caso di spionaggio attraverso smartphone. Nel 2019 avvenne un caso simile via whatsapp. Qual è la particolarità dello scandalo Pegasus? È veramente un avvenimento storico?
— La particolarità è che in questo caso sono usciti gli elenchi dei bersagli, delle persone poste sotto controllo, che sono moltissime. Si tratta di soggetti i quali non corrispondono al profilo d’uso per cui questi software dovrebbero essere usati. Ci sono delle regole per la commercializzazione internazionale di questi software che prevedono delle autorizzazioni. Le autorizzazioni devono essere concesse da organismi di vigilanza degli Stati e vengono concesse solamente a Stati democratici che non usano il software per attaccare antagonisti, ma solamente per ipotesi di reato.
Si è scoperto che non erano solamente persone sotto ipotesi di reato vagliata da un magistrato, quindi per terrorismo per esempio, ma qui parliamo anche di giornalisti. Questo è l’aspetto grave. Inoltre qualcuno sta smentendo l’utilizzo di Pegasus per i giornalisti, ma allora la domanda è: se non siete stati voi chi l’ha fatto o a chi è stato ceduto il software?
Il primo ministro ungherese Viktor Orban. (foto d'archivio) - Sputnik Italia, 1920, 18.07.2021
Software spia israeliano usato da governi, tra cui Ungheria di Orban, contro giornalisti - inchiesta
— Da strumento di difesa a strumento di attacco. Nel mondo dell’informatica succede spesso questo fenomeno pericoloso?
Io il coltello lo posso usare per tagliare la carne, che può essere di bue o di un altro uomo. Alla fine è chi usa lo strumento a determinarne gli effetti.
— Per capirci, in altre parole: nessuno smartphone è al sicuro finché circola questo tipo di spyware?
— Non si può affermare che nessun computer, che sia un notebook, un telefono o una playstation sia al sicuro. Esistono sempre dei bug che possono essere utilizzati da soggetti che li sfruttano.
— Dal punto di vista della sicurezza che cosa si può fare a livello nazionale oppure ogni provvedimento risulterebbe inutile?
— Non è assolutamente inutile. Penso che vada regolamentato in modo netto l’uso di questi strumenti, in modo tale da assicurare che non si ripeta un caso simile. Tutta la catena di produzione e di utilizzo di tali software deve essere controllata con delle registrazioni fatte in un modo non alterabile. Bisogna avere la certezza di poter produrre elementi di prova di eventuali misfatti. Si può fare molto e molto va fatto.
Bisogna regolamentare nel dettaglio questi oggetti e il loro uso. Se si vende un oggetto simile questo deve mantenere una traccia di tutti i suoi utilizzi. Dobbiamo sapere se si tratta di una persona autorizzata dalla magistratura che aveva un’utilità legittima o se si tratta di una persona che ha utilizzato lo strumento in modo indebito. E poi sono necessari dei meccanismi di controllo. Vanno mantenuti i registri, ci devono essere dei bilanciamenti di potere. Io da parlamentare feci proprio una proposta in merito nella scorsa legislatura.
Spionaggio - Sputnik Italia, 1920, 14.07.2020
Politico catalano afferma di essere spiato da software di società israeliana di spionaggio
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